Home Cronaca di Torino Masterpiece: il primo talent show letterario del mondo è nato a Torino

Masterpiece: il primo talent show letterario del mondo è nato a Torino

8
SHARE

Mettete da parte pentole e coltelli, oggi essere ottimi cuochi alla Masterchef non è più di moda. Con una penna in mano e sfogando le vostre inquietudini su un foglio bianco (con qualche carattere a disposizione in più rispetto agli stati dei social network) sarete anche ottimi scrittori. Rai3 ha lavorato per questo, creando il suo innovativo programma televisivo, primo talent show letterario del mondo, proprio qui in Italia, in uno studio del Centro produzione Rai a Torino, una delle capitali della cultura italiana, come dice l’introduzione dello show.

Dallo studio super moderno al nome inglese, Masterpiece ha tutte le basi per essere un programma accattivante. La prima puntata, andata in onda domenica 17 novembre, ha avuto un buon successo se si guarda lo share (circa il 5%, in seconda serata), ma un po’ meno se si guarda alle reazioni 2.0, che si sono scatenate da subito, soprattutto in diretta su Twitter, dove il talent è diventato un trend topic. Il direttore di Rai3 Andrea Vianello è soddisfatto dei risultati ottenuti: “Ci sembra che il programma ci sia e sappia essere accattivante, abbiamo avuto ottimi risultati sui giovani, che sono difficili da coinvolgere”.
Anche la seconda puntata ha portato in dote qualche polemica di troppo sui social network, ma, a differenza dell’esordio, questa volta hanno deluso anche gli ascolti, calati dal 5,14% di share al 3,91%.

masterpiece-giurati

Ma cosa porta esattamente sullo schermo Masterpiece per coinvolgere il pubblico? Libri? Non proprio. Forse è meglio dire gli aspiranti scrittori e le loro prove di scrittura (alias i loro drammi con “qualche” caratteristica autobiografica) e prove di lettura. Ovviamente poi, come ogni talent che si rispetti, c’è una giuria di professionisti del mestiere (che una volta seduti su quelle sedie, la maggior parte delle volte, perdono parte della loro dignità): Giancarlo De Cataldo, Taye Selasi, Andrea De Carlo e il coach-presentatore Massimo Coppola. I concorrenti in gara sono 500, selezionati su circa 5.000 scritti inviati, ma alla fine un unico vincitore verrà selezionato e avrà la grande opportunità di pubblicare il suo lavoro con la Bompiani, in 100mila copie. La prima puntata ha già decretato il suo vincitore, Lilith De Rosa, la seconda (andata in onda domenica 24) ha premiato il 36enne belgradese Nikola Savic. Entrambi, insieme ai futuri vincitori settimanali, formeranno il gruppo dei finalisti che accederanno alla seconda fase del programma a Febbraio.

Forse è presto per giudicare, bisognerebbe far scorrere un po’ di parole e un po’ di pagine, ma se da una parte si sostiene che questo programma farà bene alla letteratura, perché la svecchierà, allora la letteratura, o più semplicemente la scrittura, non è televisiva. Masterpiece rappresenta l’ennesimo esempio di allestimento di una vetrina commerciale e mediatica per rendere fruibile una realtà che dovrebbe rimanere più esclusiva, e che in questo modo non fa altro che degradarsi. In un periodo dove imperversa il self publishing, che già rende tutti scrittori e il tutto pubblicabile, e dove si è abbassata inevitabilmente la qualità del prodotto editoriale, non poteva altro che nascere un programma dove la scrittura e il suo fine ultimo, il libro, vengono trattati alla stregua di un piatto di pasta e di una canzone. Tolto il fattore tempo (una canzone e una ricetta possono essere giudicate e provate in modo immediato), rimane la comunicabilità del mezzo tv nei confronti del libro. Anche se si può essere deliziati dalle prove di lettura dei concorrenti, la lettura rimane prima di tutto un’esperienza intima, che soddisfa o meno una volta conclusa.

masterpiece rai 3

Per questi motivi, Masterpiece non potrà essere davvero accattivante. O forse sì, per lo stesso pubblico che ama i talent show di Maria De Filippi, se calcherà la mano sul protagonismo dei concorrenti, come è successo in parte nella prima puntata, con le storie strappalacrime di un ex-detenuto, un’operaia e una ragazza malata di anoressia. Il dramma colpisce sempre, perché gli spettatori si trovano di fronte agli autori, non ai loro romanzi, e tutto converge sul personaggio, sulla firma, che in realtà è – o dovrebbe essere – separata da ciò che ha scritto.

Rai3, per far onore alla missione di servizio pubblico, sperava di creare un programma intellettuale, per educare i giovani alla scrittura e al mondo della letteratura, e il tentativo va premiato. Purtroppo, o per fortuna, la televisione sta per definizione agli antipodi del libro. Racconta storie diverse e soprattutto ha come protagonisti gli uomini, anzi dei personaggi, che noi italiani in particolare non vediamo l’ora di immedesimare.

Giulia Masoero Regis

SEGUICI ANCHE SU:

logo fb mole                       twitter mole24torino                    download

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here