Home Cronaca di Torino Piccola l’auto, grande la passione

Piccola l’auto, grande la passione

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Chi è passato dal Lingotto in una domenica mite di metà novembre ha potuto vedere un parco auto di tutto rispetto far bella mostra di sé nel cuore dell’anima industriale di Torino. E sull’asfalto, o ai box, non c’erano solo supercar dei brand italiani, ma anche muscle americane, o le “importazione”, come vengono chiamati i bolidi con gli occhi a mandorla.
Una teoria di Nissan GT-R, Charger R/T, Camaro SS, tutte in livrea da corsa. Gli intenditori riconoscono anche le Skyline e le 8C, meno visibili con telaio e carrozzeria da gara. Ma non mancano le più “familiari” BMW M3 o Corvette.
Non sono però solo esposte, queste macchine corrono anche, su una pista allestita apposta in onore del test ring più famoso d’Italia.

macchine lingotto torino
Davanti ad un pubblico affascinato ed incuriosito ci sono i proprietari, alcuni con la divisa della scuderia, altri in tenuta casual, che nemmeno si accorgono della calca e delle foto, intenti come sono a verificare la durezza delle sospensioni e il raggio delle curve strette, mentre sfiorano pensierosi ora una slick, ora una scolpita.
Già, perché un’uscita secca di curva, una staccata troppo tirata e a salvarti la vita (e la carrozzeria) sono mescola e beccheggio limitato.
Si è però pur sempre ad una manifestazione pubblica, e allora, a parità di motore e prestazioni, si sceglie di far sfilare l’american dream Mustang Shelby o l’esotica Nizmo.
Nelle scuderie il lavoro è frenetico, silenzioso, mentre da una livrea si passa ad un’altra, si cura il cerchione, il freno a disco a vista, il proiettore a LED.
E per una volta, davanti a tanto sfoggio di potenza, i partecipanti non provano l’amarezza con cui chiunque di noi ammirava il poster di una Enzo o di una SRT8 (a seconda che il nostro cuore stesse al di qua o al di là dell’oceano) comparandola alla familiare acquistata contando il singolo euro, e il cui unico sfizio era il navigatore integrato.

macchine lingotto torino 2
Quella domenica, gli astanti vedevano finalmente a portata di mano il sogno di quando erano bambini/adolescenti, perché con un migliaio di euro una di quelle macchine poteva essere acquistata presso un rivenditore specializzato. Per chi voleva strafare poi, ci si poteva informare per entrare in una scuderia o allenarsi con i proprietari/piloti.
Già, perché le macchine esposte erano modellini dinamici da corsa, in tutto e per tutto identiche (salvo gli interni, ma chi si siederebbe dentro un modellino lungo 40 cm?) alle sorelle “maggiori”, anche nelle prestazioni: 100 km orari di media, alcune anche 120 km orari.

macchine lingotto torino 3

Una passione “da bambini” verrebbe da dire: ma nulla è più errato.
Difatti, se la spesa è abbordabile, la passione è da veterani : forse non ci vorranno un garage e una coperta per le gomme, o una laurea in meccanica (che però aiuta, dovendosi costruire tutto da sé); tanta pazienza e tempo da dedicarci sì però: nelle domeniche soleggiate chi passa davanti a Mirafiori può vedere diversi driver testare i modellini nei parcheggi chiusi di FIAT, a provare e riprovare tenuta, rollio, resa a giri alti.
Ma in quella domenica di novembre tutto questo passa in secondo piano. Alla maggior parte dei passanti curiosi restano solo due cose impresse: la bellezza delle macchine, e l’impagabile sensazione che si può essere vissuti professionisti pur tornando un po’ bambini.
E in fondo, non è poi così male.

V.

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