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Tornelli anti “portoghesi” in arrivo sui pullman di Torino

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“Tanto devo fare solo una fermata”. Quante volte abbiamo mormorato questa scusa con gli amici o sussurrato tra noi stessi per cercare di autogiustificarci? A chiunque è capitato, almeno una volta nella vita, per pigrizia, mancanza di spiccioli o goliardia di salire sul pullman senza biglietto. Ma per la GTT, il Gruppo Torinese Trasporti, i mancati ricavi derivanti non tanto dalle nostre bravate estemporanee, ma soprattutto dai “portoghesi” seriali, che soprattutto nei tempi di crisi tendono ad aumentare, sono un ammanco di denari che nel bilancio di fine anno si fa sentire.

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L’azienda del capoluogo non sta attraversando un momento felice (ne sono testimonianze alcune drastiche riduzioni di personale e i continui scioperi che da mesi condizionano la viabilità torinese), ma ha il merito di continuare a sfornare nuove iniziative volte alla lotta contro i furbetti del biglietto. In primis furono le agevolazioni sui tagliandi medesimi, con nuovi tipi di abbonamenti, nuove tratte, l’estensione del periodo di validità e nuove combinazioni tra autobus, tram, metro e treni metropolitani. Da qualche anno la guerra ai trasgressori si concentra sulle modalità di prevenzione, sull’evitare cioè che chi sale sui mezzi pubblici abbia la minima possibilità di non avere con sè o obliterare un tagliando valido.

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I primi riscontri positivi la GTT li ha ottenuti reintroducendo la figura del bigliettaio fisso a bordo della linea 4, con gli utenti costretti ad esibire il proprio biglietto o ad acquistarne uno dal personale preposto. Risultati talmente buoni che lo scorso anno l’iniziativa è stata allargata anche alla linea 3 e, sugli autobus, si è deciso di sperimentare la possibilità di entrata solo dai portelloni anteriori, per evitare che i trasgressori sfuggano al controllo degli operatori in servizio.

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Ma nonostante queste misure di dissuasione “umane” e l’introduzione del Bip, il biglietto elettronico, sono ancora in tanti che a Torino e provincia scelgono di rischiare la multa per risparmiare poco più di un euro. E allora, a maggio 2013, è stata approvata in Consiglio Comunale una mozione, proposta dalla consigliera Federica Scanderebech, che prevede la dotazione progressiva di tutto il parco mezzi torinese di un sistema di tornelli, che consenta quindi la salita sul veicolo esclusivamente a chi è in possesso di regolare biglietto.

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GTT si è resa disponibile ad una prima fase di test che dovrebbe coinvolgere circa 280 pullman autosnodati, quelli lunghi 18 metri e, a causa delle dimensioni, i più soggetti a questo tipo di frodi. Una pattuglia di tecnici si è già recata a Bologna e Modena, città in cui da anni si utilizzano i tornelli sugli autobus, per studiarne le caratteristiche e riproporle qui. Sperando che questo sia il deterrente finale per i “portoghesi” della Mole.

Marco Parella

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