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Scende la notte su Superga, via gli ultimi 3 frati

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Sono già passati 49 anni da quando padre Carlo Zanetta, priore provinciale dei Servi di Maria, scrisse alcune righe vergate di suo pugno al Soprintendente per i beni culturali di Torino per chiedere che il suo ordine religioso potesse prendersi cura della Basilica di Superga:

“…con lo scopo di valorizzare tutto il complesso artistico di Superga e per ridargli la sua primitiva impronta di spiritualità desidererei stabilire tra quelle mura una nostra comunità religiosa e possibilmente alcuni nostri chierici per officiare la Basilica”

 

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Era un il 4 maggio 1964, un 4 maggio come quello che, nel ’49, vide trasformarsi un luogo di culto quasi dimesso e costruito a seguito di un voto in un distruttore di sogni e creatore di miti dal color granata.

Ora, a distanza di quasi mezzo secolo erano rimasti solo in tre lassù, sul balcone di Torino, tre frati dell’ordine dei Servi di Maria: padre Benedetto Marengo, 93 anni, ex rettore della Basilica, padre Venanzio Ramasso, di 9 anni più giovane, attuale rettore e un loro fratello salito al colle da qualche tempo per un periodo di convalescenza.

La tragedia del Grande Torino

Troppo anziani nonostante l’entusiasmo, troppo pochi per tutte le cose che ogni giorno ci sono da fare in uno dei punti più turistici dell’intero Piemonte, con migliaia di visitatori che arrivano per le tombe dei re Savoia (gestite da una società esterna, la Artis opera), per visitare le grandi navate circolari, la cupola da cui si vede tutta la pianura fino alle Alpi (nelle giornate in cui non c’è quella maledetta nebbia fatale al Grande Torino) o la raccolta cappella votiva.

Tanto il lavoro, poche le risorse che, dopo le Olimpiadi ed il rifacimento della cupola juvarriana, si sono diradate fino allo stato attuale delle cose in cui i muri del presbiterio sono scrostati, il campanile idem e la pioggia filtra da un vetro rotto fin sui banchi dei fedeli.

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Dunque i tre frati se ne andranno, troveranno rifugio presso la parrocchia di San Pellegrino di corso Racconigi, dove li aspettano gli altri 7 Servi di Maria ancora rimasti a Torino.

Padre Venanzio, dopo la decisione del Consiglio Provinciale sollecitato dal consigliere frà Bruno Castricini, per il momento dovrà accontentarsi e provare a trovare un passaggio in auto che gli consenta almeno di recarsi a Superga per celebrare le messe domenicali.

La gestione della Basilica ne soffrirà per forza di cose: attualmente vi è un custode (laico) in prova da qualche settimana per accogliere i pellegrini, ma nessuna decisione è stata presa dalle autorità competenti al momento.

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Un’altra opzione al vaglio è quella di affidare la gestione delle attività liturgiche (e solo di quelle, trattandosi comunque di persona non residente in loco) alla parrocchia Madonna del Rosario di piazza delle Bande Nere, frazione Sassi.

Il parroco, interpellato poco tempo fa, non sembrava però entusiasta dell’idea, dovendo farsi carico di un lavoro extra oltre a quello che già ogni giorno svolge presso la propria comunità e spaventato dal continuo trasferimento fino in cima al colle.

Marco Parella

 

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