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La Lotus a Torino? Per ora solo un’ipotesi

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La Lotus a Torino? Per ora solo un'ipotesi
La Lotus a Torino? Per ora solo un'ipotesi
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Un grande marchio sportivo che torna a produrre sotto la Mole: per ora è poco più di un’ipotesi, per non dire un sogno. Non tanto e non solo per Torino e il suo prestigio, ma per i 1100 dipendenti (900 a Grugliasco e altri 200 nella sede di Livorno) della De Tomaso, ditta in stato di fallimento dallo scorso Luglio.

La strada per il salvataggio della ditta (pochi giorni fa sono arrivate 1000 lettere di licenziamento, operativo dal prossimo gennaio), è sempre più in salita, anche se fra le aziende interessate a rilevare la De Tomaso pare ci sia nientemeno che la Lotus. In realtà le ditte interessate sarebbero due: la Lotus e la Ats. La prima avrebbe mire sullo stabilimento torinese, il marchio e una parte consistente dei 900 lavoratori. La Automobili Turismo e Sport, invece, è un’azienda di casa nostra, di Borgomanero. In questo caso l’interesse sarebbe solo per il marchio e pochi dipendenti.

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Altre indiscrezioni vogliono addirittura la Bmw interessata a De Tomaso, ma va detto che nessuna di queste ipotesi trova per ora una conferma

Intanto, però, pochi giorni fa è  saltato l’incontro in programma presso il ministero dello Sviluppo economico, e le parti in causa si sono incontrate nella sede della Regione Piemonte. Nel dettaglio c’erano l’assessore al Lavoro Claudia Porchietto, la Fiom piemontese e il curatore fallimentare, Enrico Stasi, assistito dagli avvocati Stefano Ambrosini e Fabio Iozzo. Il loro obiettivo è tentare di chiudere su queste manifestazioni di interesse: come detto, per ora nessuna ipotesi si è trasformata in manifestazione concreta di interesse, nè tantomeno in un’offerta. E il tempo stringe: la cassa “in deroga” scade a fine dicembre. Dopodichè scattano i licenziamenti.

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 Andrea Besenzoni

 

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