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La Juve e il Coni aprono le curve ai più piccoli

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Quante volte si è detto che, con i tifosi violenti, gli stadi non sono posti adatti ai bambini? Che non è giusto, perchè loro sono tra i supporter più entusiasti e più spontanei e avrebbero diritto a vedere la partita allo stadio, invece di restare a casa per paura di scontri sugli spalti.
Questa volta la Juventus sembra aver trovato una soluzione, seguendo l’iniziativa del quotidiano Tuttosport: invitare proprio i bambini, e solo loro, a riempire le curve chiuse dopo i cori sentiti durante Juve – Napoli dello scorso 10 novembre. Lo stadio bianconero dovrà tenere entrambe le curve chiuse durante Juventus – Udinese, mentre contro il Sassuolo resterà offlimits solo la Curva Nord.

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Un’immagine desolante, a cui si aggiunge un danno economico considerevole. Da qui l’idea di invitare sugli spalti i bambini delle Scuole calcio, tesserati Figc in erba che sarebbero certamente più capaci degli adulti di dare sostegno ed entusiasmo alla loro squadra.  Se l’idea della Juve sarà accettata, gli unici adulti seduti in curva durante Juventus – Udinese saranno gli allenatori dei ragazzi, fino a 14 anni, a cui sarebbe rivolta l’iniziativa.  Marotta si è detto d’accordo, ma per attuare un progetto del genere la Juventus avrebbe bisogno di una deroga alla chiusura delle curve da parte della Federazione Calcio. A due settimane dallo scontro con i friulani, la partita in cui si vorrebbe dare il via al progetto, la Juventus ha trovato il sostegno del numero uno del CONI, Giovanni Malagò: “Un bel segnale, è un pochino come quando si confiscano i beni alla mafia”.

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Il regolamento che impone la chiusura delle curve dopo i cori razzisti o di discriminazione territoriale danneggia anche chi quei cori non li ha neppure iniziati, permettendo ai gruppi di incoscienti di decidere se uno stadio sarà pieno di gente che si diverte oppure no. Uno strapotere dato a gruppi limitati di persone in maniera assolutamente iniqua. Portando i bambini allo stadio si terrebbero fuori i violenti; al posto loro, però, lo spettacolo dei giovani tifosi al posto di un desolante paesaggio di seggiolini vuoti.

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Giulia Ongaro

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