Home Cronaca di Torino Alba e i suoi tartufi per milionari

Alba e i suoi tartufi per milionari

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Anche quest’anno è stato battutto il prezzo definitivo per il pregiatissimo tartufo bianco di Alba. Ad aggiudicarselo una scrittrice di Hong Kong, rimasta nell’anonimato, che ha deciso di investire 90mila euro in 950 grammi di trifola. All’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, che dal 1999 batte all’asta i tartufi al pari di preziose opere d’arte, queste cifre non sono certo una novità.

Promossa dall’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, in collaborazione con la Regione Piemone e la Città di Alba, l’Asta si svolge nel Castello di Grinzane, dove un collegamento satellitare permette alla piccola località piemontese di connettersi con grandi metropoli all’altro capo del mondo. Quest’anno il ponte si è stabilito con un ristorante italiano di Hong Kong, dove il produtorre langarolo Pietro Ratti ha battuto il tartufo in diretta con Fabrizio Del Noce, a Grinzane.

L’ultimo lotto si è conteso così, in un rilancio di offerte interplanetarie, e sarò prossimamente degustato in Cina. Non è la prima volta che succede, e in anni precedenti a prezzi più alti. Anche nel 2009 e nel 2011 i lotti dei tartufi più grossi hanno trovato la loro migliore offerta nella metropoli cinese, alle rispettive cifre di 100 mila e 98 mila euro. Numeri che fanno venire le vertigini, ma un po’ meno, in realtà, se scopriamo la loro vera destinazione.

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 L’Asta è da sempre organizzata per raccogliere fondi a favore dell’Istituto di ricerca sul cancro di Candiolo e alla Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra. “La ricerca sul cancro è una lotta infinita che ha bisogno di essere aiutata – dice Allegra Agnelli, madrina dell’Istituto di Candiolo e presente nella platea dell’Asta – ma ancora una volta devo dire che i piemontesi di fronte a queste cose non si tirano indietro”.

Oltre a sostenere queste realtà nazionali, l’Asta mostra con orgoglio il suo tratto internazionale, che, grazie ai suoi collegamenti con ristoranti esteri di chef rinomati, aiuta ad incrementare la notorietà del tartufo bianco in tutto il mondo, rappresentando il tratto di unione tra un prodotto made in Italy e i suoi estimatori internazionali.

Forse, sarebbe meglio dire “made in Piemonte”, come osserva il Presidente della Regione, Roberto Cota, che commenta entusiasta i risultati ottenuti dalla passione per questo prodotto radicato profondamente nell’identità del territorio. “Non solo riesce a sviluppare intorno a sè un’intera economia, ma riesce anche a produrre risultati che aiutano la nostra sanità”.

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 La XIV edizione dell’Asta si conclude così con 13 tartufi bianchi battuti, tra Piemonte e Hong Kong, per un totale di 234.200 euro. Si possono dire soddisfatti rispetto agli anni scorsi? Si e no. Se oggi spalanchiamo la bocca sentendo i 90 mila euro investiti della misteriosa scrittice cinese, dobbiamo sapere che c’è chi ha osato più di lei, nel 2007, offrendo addirittura 143 mila euro per un solo lotto. Per quanto riguarda la chiusura di cassa, quest’anno si rimane sotto gli anni precedenti, sopratutto rispetto al 2010, che ha chiuso con un totale di 13 tartufi a 307 mila euro.

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 La cultura italiana per i prodotti enogastronomici continua ad essere ambasciatrice di qualità e passione per i sapori della propria terra. Questo tartufo è sinonimo di eccellenza riconosciuta in tutto il mondo, e la firma del made in Italy rende orgogliosi. Ancora di più, se va ad aiutare realtà nazionali meno eccellenti.

Giulia Masoero Regis

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