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L’avanzata di Torino nel mondo

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C’era una volta una città grigia, chiusa, con la nebbia che non invogliava di certo i residenti ad affrancarsi dalla fama di “bogianen”. Da qualche anno invece Torino è in pieno fermento: una ristrutturazione urbanistica in atto, un settore culturale in grado di proporre una crescita esponenziale nel numero e nella qualità delle manifestazioni, turisti in aumento e locali per tutti i gusti che nascono come funghi.
Ma non basta ai vertici dell’amministrazione comunale, impegnati ormai quotidianamente a mostrare il lato frizzante e propositivo della nostra città oltre i confini italiani.

Times Square
Times Square

A fine ottobre nella centralissima Times Square di New York è andato in scena il video “30 sec of Torino City of art”, il video prodotto dalla fondazioni Crt e De Fornaris con lo scopo di proporre agli americani dei validi motivi per venire in visita in riva al Po. La presenza del capoluogo piemontese oltreoceano non si è però fermata qui e negli stessi giorni il sindaco Piero Fassino, accompagnato dal direttore della Gam, Danilo eccher, ha partecipato alla conferenza “Gran Torino – The city of Contemporary art” presso il Moma di New York, nello spazio denominato Ps1. Il direttore di uno dei più famosi musei dell’arte recente, Klaus Biesenback, ha discusso con le autorità torinesi di una possibile collaborazione in campo artistico e culturale, proprio mentre alla vicina Morgan Library venivano esposti i Disegni di Lenoardo da Vinci gentilmente concessi dalla nostra Biblioteca Reale. Inutile dire che il pezzo pregiato è stato il celeberrimo “Codice del Volo degli uccelli”.

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Installazione artistica al Moma di New York
Installazione artistica al Moma di New York

Rimanendo nella Grande Mela, risalgono ad un anno esatto fa i primi contatti tra Fassino e il Guggenheim Musem. Ad ottobre del 2012 il direttore Richard Armstrong ed il suo staff vennero in visita a Torino per incontrare il sindaco e l’assessore Maurizio Braccialarghe e discutere della possibilità di firmare un protocollo per lo scambio di opere tra le due città. Uno scambio alla pari che permetterebbe di ridurre i costi e offrire mostre di caratura internazionale su entrambe le sponde dell’Atlantico. Una delle sedi ipotizzate e per la quale Armstrong ha speso grandi elogi è il Castello di Rivoli, eccellenza del settore; il Guggenheim in realtà da anni collabora con Palazzo Venier dei Leoni a Venezia e per i prossimi tre anni ha firmato un accordo con la città di Vercelli (nella quale a febbraio scorso sono arrivati tutti i dipinti della collezione Guggenehim del periodo degli anni ’60), ma le cose non si escluderebbero l’un l’altra, potendo attingere a bacini di utenza diversi geograficamente e composti da pubblici molto differenti tra loro.

Opere del Guggenehim a Vercelli
Opere del Guggenehim a Vercelli

Dal primo mondo, al secondo, con la proficua collaborazione che ha portato i tesori del museo dell’Ermitage di San Pietroburgo a Palazzo Madama. Dal 7 giugno al 3 novembre scorso, infatti, pubblico e critica hanno applaudito la mostra “Il Collezionista di Meraviglie. L’Ermitage di Basilewsky”: quasi 65.000 visitatori in quattro mesi di apertura sono accorsi da tutta Italia per ammirare le 85 opere della collezione privata di Alexander Basilewsky, figura di spicco in europa nell’800. Un percorso nell’arte europea del Medioevo e del Rinascimento che ha inaugurato un vero e proprio protocollo di intesa tra la città di Torino, la fondazione Torino Musei e il Museo Ermitage che nel corso dei prossimi anni porterà a numerose iniziative tra le due metropoli per la valorizzazione dei grandi patrimoni museali pubblici.

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Le meraviglie dell'Ermitage a Palazzo Madama
Le meraviglie dell’Ermitage a Palazzo Madama

Uscendo per un attimo dall’area strettamente culturale, le istituzioni torinesi mirano ad esaltare il ruolo internazionale di Torino anche a livello politico. È di pochi giorni fa l’incontro tra Fassino ed il Console Generale del Giappone Kyoko Koga, nell’ambito degli accordi ormai pluriennali con la città di Nagoya, ma il sindaco piemontese sarà anche padrone di casa il prossimo 2 dicembre quando il premier Enrico Letta riceverà proprio qui il presidente israeliano Shimon Peres. Letta ha infatti annunciato già in estate che il prossimo meeting annuale tra i due governi, il quarto, si svolgerà all’ombra della Mole.

Meeting Letta-Peres
Meeting Letta-Peres

Infine, mentre Torino e Londra si confrontano sull’eredità olimpica e sui problemi del territorio post-grandi eventi (giovedì 7 novembre si è tenuta una tavola rotonda al Castello del Valentino), Berlino è il modello a cui puntare. Città di riferimento per come ha saputo cambiare la propria fisionomia sociale ed urbanistica, Berlino sarà il nome associato alla campagna di “Torino incontra” del 2015. Dopo il grande successo di Torino incontra la Francia di quest’anno e del già fissato Torino incontra Istanbul per il 2014, sono in fase di definizione i programmi per l’attesissimo Torino incontra Berlino nel 2015. Museo del Cinema e museo egizio da un lato, Neues Museum e Staatliche Museen zu Berlin dall’altro, le possibili collaborazioni sono pressochè infinite.

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Torino incontra Berlino 2015
Torino incontra Berlino 2015

Anche perchè, come raccontato su queste pagine in primavera, la maggioranza dei turisti che arriva a Torino parla tedesco.

Marco Parella

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