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Juventus-Napoli, due pesi e due misure: la solita vergogna.

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Juventus-Napoli, la solita vergogna
Juventus-Napoli, la solita vergogna

E sia. Alla fine la stangata, promessa, minacciata, temuta, è arrivata. Due turni di squalifica per la curva sud, uno per la curva nord. Tradotto: la Juve giocherà a curve vuote, o a una curva vuota, contro Sassuolo e Udinese. Pazienza, si dirà.

Certo, ma la sanzione – che al fischio iniziale di Rocchi domenica è parsa subito certa – riaccende i riflettori su una questione delicata, e a suo modo scandalosa: il comando degli Ultras nel mondo del calcio. Non si dimentichi il fatto che le questioni dello Juventus Stadium, che analizzeremo nel dettaglio fra poco, si verificano la stessa domenica in cui a Salerno i giocatori della Nocerina, minacciati pare addirittura di morte dai loro tifosi, mettono in scena una patetica pantomima per non giocare la partita, o quantomeno per sospenderla dopo pochi minuti dal fischio iniziale.

“Noi facciamo il C**** che vogliamo” ha risposto, in modo sconcertante, da settimane la curva bianconera agli appelli lanciati dagli altoparlanti a evitare cori di “discriminazione territoriale”, sommando assurdo ad assurdo.

Già, perchè tutta questa vicenda sta assumendo i toni di un teatrino dell’assurdo, nel vero senso della parola. Da un lato una legge incredibile, quella che definisce razzismo un coro come “Vesuvio lavali col fuoco”, ma non i vari “Milano in Fiamme”, “Avete solo la nebbia” eccetera. Dall’altro una categoria di non tifosi, gli ultras, che hanno semplicemente deciso che si fa come dicono loro. Che tengono appesa per settimane una squalifica e che, nel momento importante (la sfida con gli odiati partenopei), giustamente (ma anche no) sfoderano la cavalleria pesante.

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E loro, i napoletani?

Senza offesa per nessuno, ma il gioco delle vittime lo interpretano benissimo. Tifosi caldi, simpatici, colorati e corretti. Nemmeno per idea, almeno non quelli che da due anni salgono a Torino a seguire Hamsik e soci. Esempi? Presto fatti: bagni divelti lo scorso anno, e anche quest’anno, con conseguente ferimento di alcuni tifosi in curva Nord, di certo non quella popolata dagli Ultras sebbene anch’essa salti un giro. Ma non solo: gavettoni di urina (fonte: Mediaset), cori squallidi su Bruxelles e i 39 morti dell’Heysel. Non meno squallidi dell’ormai conosciuto “Senti che puzza scappano anche i cani”.

E allora la disfida si trasforma in una gara a chi tocca i punti più bassi, con ciascuna fazione pronta a rivendicare i torti subiti e non quelli perpetrati, con una sola società che come al solito paga (in termini di squalifica e multa), una che passa da vittima e soprattutto con una categoria sociale sempre più potente e pericolosa, quella degli Ultras, che comanda. Perchè “Noi facciamo il C*** che vogliamo”

Marco Gallo

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