Home Storia Romani o non Romani: i veri fondatori di Torino

Romani o non Romani: i veri fondatori di Torino

3155
SHARE
Fetonte fonda Torino

Nessuno saprà mai se verità o leggenda. Se le origini di Torino siano ad opera dei Romani o no.

La storia di per sé si perde nei meandri del tempo, ma prima che tutto fosse, qualcuno già cavalcò, anche se per una volta soltanto, su quella che noi crediamo fondata dagli antichi romani, Torino, la Augusta Taurinorum dei libri di storia.

La leggenda di Fetonte

Romani o non Romani: i veri fondatori di Torino

Si narra di un’antica leggenda, ripresa anche da Ovidio, poeta latino del 30 a.c., che ha per protagonista Fetonte.

Un giorno, per dimostrare a Epafo, figlio di Zeus, di essere discendente di Apollo, Fetonte chiese a quest’ultimo di lasciargli guidare il cocchio dagli alati cavalli.

Apollo provò a farlo desistere, sapendo che nemmeno il padre degli dei, Zeus, ne era in grado, ma lui non volle sentir ragione.

Così, appresi i rudimenti dal padre, sferzò i nobili destrieri e partì per la volta celeste.

Appena preso il via i cavalli iniziarono a sbandare, ondeggiando pericolosamente tra cielo e terra finché non finirono contro alcune stelle.

Come torce viventi galopparono per l’universo bruciando tutto quello che incontravano tra cui anche quello spazio di cielo che oggi chiamiamo Via Lattea.

Dopo molta strada i cavalli ritornati sulla Terra non risparmiarono a quest’ultima il trattamento che avevano già usato per il cielo.

E così incendiata come era, la Terra si mise a piangere.

Pianse a gran voce finché Zeus, mosso a compassione, per mettere fine al disastro colpì con un fulmine il cocchio infuocato.

Ed è proprio qui che Torino entra in scena. Si dice infatti che quando Fetonte rovinò al suolo, finì nel fiume Eridano, conosciuto a posteriori come Po, più esattamente nella confluenza tra quest’ultimo e la Dora, fondando quindi per primo con le sue ceneri i pilastri della nostra città.

Romani o non Romani: i veri fondatori di Torino

La realtà supera l’immaginazione

Anche se difficile da credere, il mito della caduta di Fetonte mostra degli aspetti tutt’altro che fantasiosi.

Nel 1908 in Russia a seguito dell’esplosione di un meteorite tra i 6 ed i 10 km d’altezza si verificò quello oggi noto come evento di Tunguska.

Il meteorite, detonato nell’atmosfera grazie all’attrito con l’aria, rase al suolo un’area di circa 2.000 km quadrati, qualcosa come 300 campi da calcio.

L’unico testimone, un certo Semen Semenov, intervistato dai giornali locali, disse di aver visto una grande luce, un grande boato e poi un terremoto fortissimo.

Romani o non Romani: i veri fondatori di Torino

Che la leggenda si ispiri ad un evento astronomico simile realmente accaduto?

Questo non lo sapremo mai. Ma certamente Torino nasconde più di quanto si possa vedere a occhio nudo.

Damiano Grilli

 (Clicca qui per seguici anche su Facebook)

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here