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Paratissima: ci abbiamo fatto quattro passi…

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Paratissima: ci abbiamo fatto quattro passi...
Paratissima: ci abbiamo fatto quattro passi...

“Che noia… che noia sta Paratissima!”.

Questo il commento a caldo rubato ad un visitatore: laconico, diretto. In effetti, non gli si può dare torto.

Più ombre che luci si stagliano sulla principale manifestazione off di Artissima.

Premessa: la Paratissima degli ultimi due anni ha poco a che vedere con quella dei primi tempi. Il cambio radicale di location, se da una parte ha sicuramente agevolato il compito degli organizzatori e anche dei visitatori (che hanno la possibilità di avere tutto a portata di mano, in una sola struttura), dall’altra ha reso impossibile il dialogo aperto con il quartiere (pur non negandone un rapporto diretto) e con le attività commerciali che un tempo ospitavano la manifestazione. Ebbene, il piacere di passare da un padiglione all’altro non è sicuramente lo stesso che si prova ad uscire da una tintoria ed entrare in un calzolaio dell’affascinante San Salvario.

Andiamo avanti: l’allestimento risulta, come l’anno scorso, molto confuso. Ma questa critica si può mettere a tacere riflettendo sul fatto che, comunque, non stiamo visitando una mostra con un suo percorso ben definito, ma una grande vetrina a disposizione di artisti amatori, professionisti o semiprofessionisti.

Passiamo al capitolo qualità delle opere: mi spiace ma qui va fatta la critica principale. Pittura e fotografia a quintali, a camionate. Questo è positivo, tuttavia la qualità lascia molto a desiderare.

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Paragrafo pittura: nel complesso non raggiunge la sufficienza, e non di poco. È vero che fare pittura, in questi anni, non è per niente facile. È vero che innovare attraverso questa tecnica (anche se non è detto che l’innovazione sia positiva) è praticamente impossibile. È però vero che la qualità, e molto spesso anche i soggetti, lasciano, per usare un eufemismo, perplessi. Non aggiungerei altro, se non che qualche buon quadro l’ho visto, qua e là.

Paragrafo fotografia: rispetto alla pittura qualcosa in più in termini di coinvolgimento. In particolare interessanti i collage digitali di Mirella Nania (Cinquefrondi, 1981) e, soprattutto, la serie di fotografie di Domenico Mendicino (Lamezia Terme, 1979). Gli scatti di quest’ultimo sono davvero intensi. Si tratta di un ciclo di scatti che ha come tema gli alberi, in particolare i tronchi e i rami: questi ultimi si presentano come protagonisti assoluti della scena, maestosi, imponenti in momenti eterei, che possiedono la qualità di estrapolare lo spettatore dal vociare e dai rumori di una fiera per catapultarlo, anche se per un solo istante, in una natura silenziosa, quasi irreale.

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Oltre a pittura e fotografia, ci si imbatte in molte installazioni. Citazioni per il progetto “Salva uno gnomo” di Daniele Accossato e per la lavatrice che lava l’anima sporca…

Ccitazioni speciali per Valerio de Berardinis con Mister Amerika e per le incantevoli illustrazioni digitali di Valentina Brostean.

Capitolo gallerie: quest’anno uno spazio di Paratissima è dedicato agli spazi privati. Quello che mi chiedo è: qual è la volontà che sta dietro alla scelta della direzione artistica di ospitare delle gallerie se, negli stessi giorni, nella stessa città, ci sono altre tre (e dico tre) fiere che ospitano solamente gallerie? Ai posteri l’ardua sentenza.

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In conclusione, è positivo l’impatto di riqualificazione del quartiere e di recupero di una struttura abbandonata che la manifestazione ha apportato. È estremamente positivo lo spazio dedicato al design ed al fashion, che forse, tuttavia, potrebbero dialogare maggiormente con le arti visive. È positivo il corollario di eventi, laboratori per i più piccoli, concorsi, lotterie e così via che viene proposto in questi giorni. È positiva, soprattutto ad ora di cena, la collaborazione con M** Bun che propone hamburger e friciule a volontà!

PIX – Paratissima 9

Art Games

6-10 novembre 2013

Borgo Filadelfia – MOI

Emanuele Bussolino

 

 

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