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Juve, è stata una prestazione Real

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Juve, è stata una prestazione Real
Juve, è stata una prestazione Real
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Non è bastata, la migliore Juve della stagione, per avere la meglio di un real Madrid che, seppure continui a non entusiasmare il pretenzioso pubblico del Bernabeu, grazie ad alcune stratosferiche individualità si mantiene nell’Olimpo delle Grandissime.

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Quell’Olimpo che la Juve da un biennio sta tentando di scalare e che ieri ha avuto la conferma che non è forse così lontano. A patto, ovviamente, di passare almeno il primo turno di Champions, e possibilmente non solo quello. “Se andremo avanti potremo dire la nostra”, ha sentenziato con orgoglio Antonio Conte ieri sera, e ha ragione. Poi, un bel regalino arriva da Copenaghen e la Juve si ritrova nella situazione apparentemente assurda: precipita all’ultimo posto del girone ma paradossalmente, complice un calendario favorevole (la partita decisiva potrebbe essere la prossima, in casa, proprio contro i battibili danesi), vede crescere le sue chances di passare il turno nel momento in cui vede sfumare una vittoria prima assaporata, poi trasformata in un incubo e infine recuperata con un bel gioco e un enorme orgoglio.

La Juve si è ritrovata? Dopo Firenze (tranne i 20 minuti di pazzia) la onorevole sconfitta al bernabeu e le tre intonse vittorie di campionato, si può dire di si. Lo Juventus Stadium ieri si è travestito da piccolo Bernabeu, sfoderando la “Bolgia” dei giorni migliori, che pur non ha intimorito i Blancos. La Juve ha macinato gioco senza lasciarsi travolgere dalla foga (che avrebbe aperto la strada a una ovvia serie di micidiali contropiedi) e alla fine, anche se su sacrosanto rigore, è passata.

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Nella ripresa il real ha deciso che Bale e Ronaldo non sono li per caso e in 7 minuti, complice anche un passaggio indietro suicida di Caceres, ha ribaltato il match. Ce n’era per finire in psicodramma, e invece. Ancora Llorente, la cui attitudine al gol sta crescendo (altra ottima notizia), ha rimesso in piedi una partita che davvero, i bianconeri non meritavano di perdere. E che ora permette loro di guardare al futuro con un’attitudine un pò più positiva. A partire da domenica, quando allo Juventus Stadium passa mezzo campionato: arriva il pericolosissimo Napoli spagnolo di Rafa Benitez, e ci si attende un’altra corrida.

Marco Gallo

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