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Poli occupato: giorno 28

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Poli occupato: giorno 28
Poli occupato: giorno 28
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Non fermano la protesta i precari precari tecnici-amministrativi del Politecnico di Torino che da 28 giorni stanno occupando la sala Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo, ma qualche risultato finalmente sembra arrivare. Due giorni fa i manifestanti hanno concesso allo stesso CdA di utilizzare la sala per svolgere una seduta come segnale di disponibilità al dialogo e al confronto, e in cambio, gli stessi precari, hanno domandato ai componenti del Consiglio di Amministrazione di riconsiderare le loro richieste.

Nel dettaglio: proroghe per tutti i tempi determinati in servizio; una programmazione pluriennale che includa tutti i contratti a tempo determinato attualmente in servizio finalizzata alla stabilizzazione; revisione, in occasione di una seduta straordinaria del Senato Accademico fissata per il 4 novembre,  dell’attuale programmazione triennale del personale, attribuendo la massima priorità ai precari del PTA e ai precari della ricerca; sostanziale impegno degli Organi di Governo dell’Ateneo e, in particolare, del Rettore e del Direttore Generale, a sostenere nelle sedi e con le modalità più opportune soluzioni normative adeguate non solo ad affrontare, ma a risolvere la questione del precariato.

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Il problema del precariato di Ateneo, secondo gli stessi precari,  deve essere risolto con un’azione incisiva da parte dei vertici del Politecnico di Torino.

Il Consiglio, il Rettore Gilli e il Direttore Generale Bergamini hanno ascoltato tutte le richieste dei precari e non hanno deliberato sulla programmazione del personale tecnico ed amministrativo; il consiglio si riunirà quindi nuovamente giovedì 7 novembre, dopo la seduta straordinaria del Senato Accademico di  lunedì 4 nella quale si affronterà un dibattito complessivo sul problema del precariato nell’Ateneo e sulle strategie da adottare.

Ma la notizia è questa: il Rettore e il Direttore Generale si sono impegnati a intraprendere ogni azione possibile finalizzata al superamento dei blocchi normativi che ostacolano il processo di stabilizzazione del personale precario, anche tramite interlocutori politici in vista di interventi normativi di prossima discussione in Parlamento riguardanti le Università.

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Nel frattempo la protesta prosegue. Informazioni su http://politoprecario.altervista.org/b/

Andrea Besenzoni



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