Home Musica Chiara: dalla Grecia (e da Torino) a Rds

Chiara: dalla Grecia (e da Torino) a Rds

1426
SHARE
Chiara: dalla Grecia (e da Torino) a Rds
Chiara: dalla Grecia (e da Torino) a Rds

Ha 31 anni, compiuti da pochissimo, un sorriso solare, una voce splendida e un passato profondamente radicato a Torino.

Si chiama Chiara Papanicolaou, e il suo cognome tradisce origini elleniche, di Rodi per la precisione.

Come non manca mai di fare notare sul suo profilo Facebook, che riporta come avatar o la Nike di Samotracia o la bandiera greca.

E il suo nome ellenico comincia a farsi strada nel mondo della radiofonia italiana: Chiara, che ha mosso a Roma i suoi primi passi come deejay radiofonica, ora è voce dell’ora di pranzo nientemeno che di Rds, dopo la ovvia “gavetta” in ore notturne e serali.

Nella sua storia c’è un passato di adolescenza, gioventù e studi a Torino, dove Chiara ha coltivato le sue prime esperienze di quello che sarebbe poi stato il suo habitat naturale: il palcoscenico, o la telecamera.

Il suo sogno, infatti, era il cinema, che poi è stato la principale molla che, all’epoca dell’Università, la ha spinta a lasciare la Mole per cercare fortuna nella capitale.

Chiara: dalla Grecia (e da Torino) a Rds

E si sa: si parte con un obiettivo per trovarne un’altro, magari anche più ricco di soddisfazioni, come spiega lei stessa: “Mi piace pensare alla vita come ad un’onda, bisogna tentare di cavalcarla e lasciarsi accompagnare senza opporre resistenza. La radio è arrivata e mi ha travolta velocemente. Partendo dalla mia voce ho avvicinato questo mestiere, che ho scoperto di amare, e che ancora oggi imparo a fare. Mi ha fatto stringere dei risultati che il teatro o il cinema non mi avevano neanche fatto accarezzare, nonostante restino il mio grande amore“.

Un amore che, si diceva, le ha fatto lasciare la Mole Antonelliana per il Colosseo, ormai otto anni fa: “Roma è una città che offre vitalità, simpatia, calore e scorci impareggiabili. Dopo 8 anni la conosco meglio di Torino, dove torno purtroppo sempre più sporadicamente, e dove ogni tanto mi si creano dei vuoti di memoria sulle strade: all’improvviso non ricordo se per andare verso Corso Re Umberto devo svoltare a destra o a sinistra… Di Torino mi manca la sua eleganza, il suo ordine e il suo rigore, il suo essere eterogenea, bacino di tanto meridione e allo stesso tempo di respiro mitteleuropeo. Ma quando torno perlopiù resto nel mio quartiere, Mirafiori, e rivedo gli amici intimi a cui ancora sono legata”

Un talento, una carriera in rapida espansione, ma molti pochi grilli per la testa: “Ti rendi conto di come con il procedere della vita cambino le priorità: a 20 anni sognavo il red carpet, a 25 un personaggio in una fiction mi sarebbe andato benissimo, a 30 tengo stretto ciò che ho. Il che non vuol dire non avere sogni o ambizioni; semplicemente mi guardo intorno e vedo quante persone non abbiano neanche accarezzato ciò che sognavano da giovani. Il nostro paese ci invita ad abbandonarlo e io sono fortunata. Lascio che le cose arrivino, io le inseguo, ma senza dar loro la caccia”. 

577195_10200979887204465_1970230329_n

E poi ci sono le piccole cose, quelle famose piccole cose che rendono speciale la vita: “Il cinema resta la mia passione, ormai solo più come spettatrice, e la lettura. Poi c’è l’acqua, mare o piscina che sia, e Luca, il mio compagno, col quale cerco di costruire qualcosa di buono che ancora ci tenga legati a questa difficile Italia”.

La domanda finale, ovvia: torneresti sotto la Mole? “Vedo Torino con l’amore e la nostalgia con la quale chiunque credo guardi alla propria città natale dopo essersene andato. Mi piace pensare che un giorno tornerò a viverci, ma lascio questo pensiero avvolto nell’aura del sogno, anche se la mia carta d’identità recita ancora: “residente a Torino”“.

Buona fortuna, Chiara. Torino ti ascolta.

Andrea Besenzoni

 

 

 

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here