Home Cronaca di Torino Altro che Londra, i corvi ora vivono a Torino

Altro che Londra, i corvi ora vivono a Torino

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aumento uccelli corvi Torino
aumento uccelli corvi Torino

Esaltato dalla mitologia greca, temuto nel medioevo, considerato prima inquietante e poi messaggero degli inferi dalla cinematografia moderna, il corvo è diventato il padrone dei cieli di Torino.

Non è più così raro scorgerne qualcuno sorvolare le nostre teste o vederne un paio saltellare sui prati del Valentino alla ricerca di cibo e l’aumento dei corvidi anche alle nostre latitudine sembra una realtà ormai affermata.

Nell’immaginario comune i corvi sono l’uccello simbolo dei giardini reali londinesi dove, protetti e coccolati da autorità e turisti, hanno vissuto per secoli. Ma non è sempre stato così: dopo essere stati presi a modello di intelligenza dallo scrittore greco Esopo, la nomea di portatore di malaugurio e sventure affibbiatagli negli anni dell’oscurantismo e dell’Inquisizione ne fece la preda preferita dai cacciatori di mezza Europa.

aumento uccelli corvi Torino

 

Proprietari terrieri e semplici contadini li vedevano come fumo negli occhi per i danni alle coltivazioni di cui erano capaci ed il numero di corvi si ridusse vistosamente fino agli ultimi decenni del XX secolo. Da allora, complici i cambiamenti economici, climatici e culturali questa specie ha ricominciato ad espandersi e si calcola che negli ultimi 25 anni nel solo Regno Unito siano aumentati del 134%.

Per valutare l’incremento delle loro unità vi è poi un altro fattore discriminante. Con la crescita delle aree metropolitane,infatti, molte specie animali hanno deciso di “inurbarsi”, vale a dire di non migrare al sud, ma di rimanere anche in inverno nelle città. Grazie al riscaldamento globale e alle cappe di smog la temperatura di una città è spesso di qualche grado superiore alla media, si trovano nuovi habitat da colonizzare e, soprattutto, c’è un’insperata e abbondante quantità di cibo a disposizione.

Ne sa qualcosa la Regione Piemonte che l’anno scorso ha dovuto stanziare più di 1 milione e 300mila euro per rimborsare 340 aziende agricole dei danni alle coltivazioni. I colpevoli? I cinghiali per quasi l’80% dei casi, ma anche i corvidi si sono dati da fare e sono responsabili di circa il 18% dei danni a campi e coltivazioni.

È lo stesso processo socio-evolutivo seguito da piccioni, passeri e, in certe zone, da volpi, scoiattoli e persino tartarughe (famose quelle dell’ex zoo di Milano, ora padrone di alcuni giardini comunali).

aumento corvi Torino

La colonizzazione dei corvi torinesi è di più recente attuazione, ma, date le loro peculiari caratteristiche fisiche e dimensioni, sembra più “esotica” agli occhi di chi passeggia lungo il Po o se li trova appollaiati sul tettuccio dell’auto.

In ogni caso non temete: come confermato dalla LIPU, la Lega Italiana Protezione Uccelli, la crescita esponenziale di questi neri volatili non influirà negativamente sulle popolazioni di uccelli di piccolo taglio e roditori dei parchi cittadini.

E, speriamo, non risveglierà nessuno dalle tombe.

Marco Parella

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