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Grom festeggia i suoi dieci anni di attività con un segno negativo sul bilancio

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Grom chiusura anno economico in negativo Torino
Grom chiusura anno economico in negativo Torino
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La prima gelateria del gruppo fondato da Federico Grom e Guido Martinetti, la Gromart, fu aperta a Torino nel maggio del 2003. Ora i negozi sono 50 in 33 diverse città, tra cui i fiori all’occhiello di New York e Tokyo.

Eppure, il bilancio dello scorso anno registra perdite a vari livelli.

In gran parte queste spese sono dovute anche agli interessi bancari, ma non è questo l’unico aspetto negativo nell’annata di Grom, visto che per la prima volta sono stati anche chiusi due negozi.

Se Grom vorrà tornare in attivo è probabile che dovrà scegliere la linea di business che porterà le gelaterie bianche e blu sempre più lontano da Torino.

Nei piani di Grom e Martinetti, infatti, ci sono il Golfo Arabo, la Cina, l’Indonesia, ma anche Qatar, Omar e Bahrain. Inoltre, nei prossimi mesi le gelaterie apriranno anche nei centri commerciali.

In questo modo, però, potrebbe formarsi un altro strappo tra quelle che erano le prime gelaterie Grom e quello che il progetto è diventato, almeno in città.

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Ogni gelateria del marchio che apre sotto la Mole toglie un po’ di sapore alla prima, quella di Piazza Paleocapa, quel che è diventata famosa grazie al passaparola e all’aspetto genuino che una catena, per quanto attenta alla qualità di prodotti e materie prime.

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Mentre Grom diventa, non senza difficoltà, un colosso internazionale, a Torino altre gelaterie più piccole la stanno lentamente soppiantando con il gelato “migliore”  (o più genuino) di Torino.

Potrebbe essere anche solo una questione di moda, ma è certo che le coppette bianche e blu non hanno più il monopolio del gelato a Torino.

Al contrario, la Gromart è stata capace di creare un formato che esporta le gelaterie artigianali nei cinque continenti. A questo punto, con migliaia di persone in tutto il mondo pronte a gustare l’ormai celebre crema di Grom, una soluzione potrebbe essere chiudere tutti i punti vendita di Torino, tranne quello storico dietro Porta Nuova, in modo da farne di nuovo un punto di raccolta e un’attrattiva per gli amanti di quel gelato che dopo soli dieci anni è già diventato una tradizione.

 

Giulia Ongaro

 



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