Home Cronaca di Torino Vallette, 59 anni di giovinezza portati a meraviglia

Vallette, 59 anni di giovinezza portati a meraviglia

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Tutto ebbe inizio nel 1957, quando l’ing. Gino Levi-Montalcini trasformò un pugno di campi e alberi nella zona a nord-ovest di Torino in un nuovo quartiere, “le Vallette ”.

Il quartiere, delimitato a Nord da strada di Druento, a est da corso Cincinnato, a ovest da via delle Primule e a Sud da Barriera di Pianezza, sorge sulle macerie di un ex insediamento romano da cui deriva lo stesso nome:  fu la famiglia patrizia romana degli Aviglia, infatti, a costruire in tempi antichi quelle che si chiamavano le Vallette di Aviglio, un modesto podere di campagna.

Vallette, 59 anni di giovinezza portati a meraviglia
Vallette, 59 anni di giovinezza portati a meraviglia

E’ il 1958 quando alcuni lavoranti della zona edificano un nuovo cascinale sulle macerie del vecchio podere romano e il futuro sognato dall’ingegner Levi-Montalcini sta per compiersi sotto gli occhi dei torinesi.

Prima di diventare un quartiere vero e proprio, oltre alla cascina di cui sopra esisteva una semplice bocciofila locale nella quale contadini e mezzadri si distraevano dopo il lavoro nei campi. Con l’avanzamento dei lavori, in alcuni casi durati anche decenni, la zona si trasformò completamente e lo stesso progetto originale venne stravolto.

Vallette, 59 anni di giovinezza portati a meraviglia

Gli impianti sanitari, sportivi e culturali previsti nei disegni originali non furono costruiti, come d’altronde una buona parte delle abitazioni promesse. Vennero invece compensate alcune mancanze a livello di servizi, in particolare le attività ricreative della parrocchia Sacra Famiglia e delle scuole locali. Il boom demografico di quegli anni, infatti, si era tradotto in un’aumentata richiesta di aule scolastiche che diventarono priorità numero uno per accogliere le nuove generazioni di alunni.

Nel 1961, in occasione del centenario dell’Unità d’Italia, una parte delle case già costruite venne usata per ospitare i giornalisti e gli sportivi arrivati a Torino per l’evento, ma fu nel decennio successivo che il numero di famiglie residenti alle Vallette arrivò a quota 2.600 per circa 13.000 abitanti totali.

Lo stile architettonico è molto vario.

Se lungo uno dei viali principali si scorgono case a schiera di sei o sette piani, basta girare l’angolo per accorgersi di abitazioni dai toni più freddi in classico stile inglese, dotate di ampie corti interne e tetti a falde sporgenti.

Tutto ciò è senza dubbio sinonimo dei diversi gusti estetici dei 45 progettisti che concorsero alla trasformazione del quartiere.

Facente parte della V Circoscrizione assieme a Lucento, Madonna di Campagna e Borgo Vittoria, le Vallette possono vantare una quantità di verde come solo poche altre zone a Torino.

Alcuni esempi sono i viali alberati come corso Ferrara, le numerose vie dai nomi “floreali”quali viale dei Mughetti o via delle Primule e l’immenso Parco della Pellerina: con 837.220 m2 è al primo posto per estensione tra le zone verdi della città. Conosciuto anche come parco Mario Carrara, deve il suo nome ad uno dei 15 professori (su oltre 1200) che rifiutarono di firmare il Giuramento di Fedeltà al Fascismo e, dal 2009, la parte Nord del parco è stata intitolata ai 7 operai morti nel rogo della ThyssenKrupp.

Vallette, 59 anni di giovinezza portati a meraviglia

Durante questi anni, le Vallette sono state anche fonte di numerosi spunti letterari. Libri come “Sì, sono delle Vallette c’hai problemi?”, autobiografia del quartiere a cura di Andrea Cocconese e del Centro di Documentazione Storica della Circoscrizione 5 di Torino e “Tutta un’altra storia”, volume illustrato curato dal Comune di Torino con immagini d’epoca, hanno avuto un discreto successo editoriale. Iniziative che hanno dato la possibilità di far sentire la voce di un quartiere, troppo spesso visto con gli occhi del pregiudizio e lasciato da solo ad affrontare problemi di convivenza e micro-criminalità.

È di pochi giorni fa l’ennesima notizia di un detenuto che ha aggredito due poliziotti e chi può dimenticare il raid punitivo nei campi rom dell’11 dicembre 2011 a seguito di un stupro, poi smentito dalla vittima?

Vallette, 59 anni di giovinezza portati a meraviglia

Episodi che hanno alimentato una nomea non particolarmente accattivante della zona già sul finire degli anni ’80, quando venne costruita in via Pianezza la casa circondariale omonima.

Una parziale rivalutazione dell’area è in corso negli ultimi tempi, anche grazie alla costruzione del nuovo Juventus Stadium e di alcune aree commerciali che, unite alla volontà dei residenti di riappropriarsi di spazi e aree prima dimenticate, contribuiranno a migliorare i servizi dell’intera zona.

Un passo avanti importante per liberare le Vallette dal pesante fardello di una ghettizzazione immeritata.

Damiano Grilli

 

 

 

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