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Toro, quando crescerai?

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Sampdoria Toro 2- 2 serie A Tim 6 ottobre 2013 Genova
Sampdoria Toro 2- 2 serie A Tim 6 ottobre 2013 Genova
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Gennaio 2003, prima partita dell’anno. Il Toro si dibatte nelle zone basse della classifica e a Empoli si gioca già molto in vista del prosieguo del campionato.

Al 91’, i derelitti granata di Ulivieri, hanno uno dei pochi colpi di fortuna di una stagione disgraziata: pallaccia in mezzo e autorete di Cribari. Passano un paio di minuti e i granata conquistano una punizione che basterebbe gestire per portare a casa il primo successo esterno stagionale. Fattori, invece, passa dietro a Bucci che sparacchia in avanti, l’Empoli riparte e Tommaso Rocchi pareggia.

Dieci anni e mezzo dopo, il Toro sta vincendo a Genova e, dopo tanti punti un po’ derubati e un po’ buttati, potrebbe finalmente spiccare il volo a quota 11: in pieno recupero, ha un calcio di punizione a favore che gestisce malissimo con palla sparacchiata in avanti da Vives. La Samp riparte e Gervasoni fischia un rigore a dir poco dubbio per contatto Glik-Eder. Lo stesso brasiliano, pareggia dal dischetto.

Altra partita dal sapore amaro, altra occasione persa.

 

Sampdoria Toro 2- 2 serie A Tim 6 ottobre 2013 Genova

Il Toro non vuole proprio saperne di crescere, rimane nel limbo, a un passo dalle soddisfazioni vere, immerso nei brodini.

Difficile parlare di ingenuità guardando le carte d’identità di Vives, Brighi e Moretti o dello stesso Glik. Più facile parlare di totale mancanza di sangue freddo e testa nei momenti topici, perché cucinare lo stesso errore, sebbene in salse diverse, non può essere un caso e Ventura non ha ancora trovato una cura adatta per debellare questo male oscuro.

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I granata guardano la classifica e ci trovano le vittorie contro il non irresistibile Sassuolo e un Bologna mazzolato da tutti, mentre pesano come macigni i mancati successi contro il Milan e contro la Samp ieri. Per citare Elio, la situazione è “né carne, né pesce” e l’angoscia del tifoso “non decresce”.

E dire che, dopo un primo tempo poco incisivo, gli uomini di Ventura, con l’ingresso di Meggiorini per El Kaddouri, diventano padroni del match con un 4-3-3 decisamente più ficcante del 3-5-2 iniziale.

 

Sampdoria Toro 2- 2 serie A Tim 6 ottobre 2013 Genova
Sampdoria Toro 2- 2 serie A Tim 6 ottobre 2013 Genova

 

Il gol dell’ex di Sansone, atteso sin da un secondo dopo la sua cessione, come un inevitabile e beffardo karma, viene pareggiato da Immobile che, dopo tanto correre a vuoto, trafigge un colpevole Da Costa sugli sviluppi di un angolo. I granata diventano padroni del campo, trascinati da D’Ambrosio, che prima mette a tu per tu Cerci col portiere avversario, ma il fenomenale numero undici granata si fa clamorosamente parare il destro ravvicinato, quindi decide di far da sé, puntando deciso l’area e di evidenziare come Palombo non sia un difensore, conquistando un rigore netto. Cerci realizza, la partita è in mano, Meggiorini sbaglia il terzo. Sembra fatta sul serio, anche perché i doriani confermano tutto il male delle precedenti giornate. Non sarà così.

Sulla mancata crescita del Toro, oltre ai propri demeriti, c’è sempre lo zampino, piccolo o grande, delle giacchette fosforescenti. Gervasoni ha arbitrato male e pasticciato molto, anche nel primo tempo: al 47’ delconcede una punizione alla Samp, la fa battere a recupero ormai scaduto, Palombo calcia, Padelli non trattiene e Pozzi insacca.

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Mentre il centravanti doriano esulta, l’arbitro annulla. Dai “si dice”, pare che Gervasoni abbia detto all’ex nazionale che avrebbe fischiato la fine, a meno di rete diretta sul piazzato. Situazione gestita malissimo e che, forse, ha pesato come un macigno nella concessione del penalty decisivo.

 

Sampdoria Toro 2- 2 serie A Tim 6 ottobre 2013 Genova 5

La reazione della ripresa, l’efficacia del 4-3-3, la conferma di D’Ambrosio, una certa sicurezza di Padelli, il rientro imminente di Barreto e Gazzi, un Cerci sempre più capocannoniere, Immobile finalmente sbloccato, sono elementi che possono bilanciare l’amarezza per le occasioni buttate, per gli errori di Glik, ancora una volta a disagio nella difesa a tre, per la sterilità della prima frazione.

Ma bisogna, finalmente, crescere. Anche se da infinite domeniche ci ripetiamo le stesse cose, anche se guardando il calendario ci si inizia a preoccupare, anche se Elio e le Storie Tese, in loop, continuano a cantare “né carne né pesce/la mia angoscia non decresce”

 

Francesco Bugnone

 

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