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Torino rifornisce lo spazio.

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Spazio NASA di Wallops Island Torino Alenia
Spazio NASA di Wallops Island Torino Alenia

Giusto una settimana fa dalla stazione spaziale NASA di Wallops Island, in Virginia, è partito il primo modulo cargo Cygnus, che sostituirà i precedenti apparecchi di rifornimento della ISS, la stazione spaziale internazionale. Questo Cygnus, come i nove fratelli che lo seguiranno, è stato costruito interamente sotto la Mole, presso la Thales Alenia Space Italia.

L’azienda torinese ha infatti un accordo con gli americani della Orbital Science Corporation: 200 milioni di euro per costruire questi dieci moduli di rifornimento, che saranno utilizzati al posto dei vecchi Esa Atv e Mplm.

Spazio NASA di Wallops Island Torino Alenia
Spazio NASA di Wallops Island Torino Alenia

Indubbio il successo dell’azienda spaziale torinese, che è riuscita a far parte dell’operazione di commercializzazione del servizio di trasporto cargo della NASA. Non solo un buon affare, dunque, ma anche un eccellente promozione internazionale. Secondo i calcoli dei cervelloni della NASA, il modulo avrebbe dovuto agganciarsi alla ISS già il 22 settembre.

A dirigere la delicata manovra, l’italiano Luca Parmitano, che avrebbe dovuto muovere il braccio robotico progettato per regolare l’aggancio di Cygnus, che sarebbe poi stato aperto il 23 settembre. Invece, la comunicazione tra Cygnus e la stazione internazionale si è dimostrato più complicato del previsto, e dovrà essere rimandato a lungo. In queste ore, infatti, sta arrivando nello spazio anche la navicella Soyuz, con a bordo un astronauta statunitense e due russi.

Spazio NASA di Wallops Island Torino Alenia
Spazio NASA di Wallops Island Torino Alenia

La NASA ha deciso di attendere, mentre gli ingegneri a terra stanno correggendo il software di comunicazione tra i due moduli spaziali. Per non sovraccaricrae la ISS, però, si attenderà il ritorno del modulo Soyuz nell’atmosfera.

Solo in seguito Parmitano e i suoi compagni tenteranno un nuovo aggancio del modulo Cygnus, dove gli astronauti troveranno 700 kg di rifornimenti alimentari ed attrezzature tecniche. Il modulo torinese ha però il destino segnato: riempito dagli astronauti di materiale di scarto, si distruggerà all’ingresso nell’atmosfera.

 

Giulia Ongaro 

 

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