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Oggi sciopero dei mezzi. Ancora?

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Oggi sciopero dei mezzi. Ancora?
Oggi sciopero dei mezzi. Ancora?

Se state leggendo questo articolo prima di uscire di casa per andare al lavoro, e se disgraziatamente utilizzate i mezzi pubblici per recarvi al lavoro, fermatevi.

Prendete una lunga boccata d’aria, e valutate il fatto che oggi farete fatica. Molta.

Se lavorate fuori città stamattina, se vi muovete nei confini torinesi al ritorno a casa.

I sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisal Cisal, Ugl Trasporti e Fast Ferrovie hanno indetto uno sciopero unitario di 4 ore, per protestare contro la vendita e la privatizzazione della Gtt, cessione che fa temere ai sindacati una perdita di posti di lavoro.

Nel dettaglio le 4 ore sono così distribuite: dalle 17 alle 21 per quanto riguarda bus, tram e metro in città e dalle 10.30 alle 14.30 per quanto riguarda le linee extraurbane. Verrà annullata per l’occasione la Ztl centrale.

Sciopero-Trasporti

I cittadini non sono purtroppo nuovi a questi disagi: a giugno l’ultimo sciopero in Gtt, ma a settembre i trasporti si sono fermati sotto la Mole come in tutta Italia  ed il 9 settembre è stato revocato uno sciopero esclusivamente torinese.

E i sindacati avvertono che la dimostrazione di oggi non sarà l’ultima.

Inevitabilmente la questione ritorna, prepotentemente: in nome di – sacrosante – preoccupazioni dei lavoratori del settore trasporti, ha senso creare disagi, talvolta molto forti, talvolta insostenibili, a cittadini che stanno utilizzando proprio quei mezzi di trasporto per portare avanti faticosamente magari proprio la loro attività lavorativa?

Vero, si dirà: uno sciopero ha successo se crea disagi.

Ma paralizzare una città è ancora, nel 2013, il modo adatto per salvaguardare diritti, o nel caso di Gtt, per protestare contro una privatizzazione che preoccupa (ripetiamo: sacrosanto) i lavoratori?

Non sarà che in Italia si sciopera troppo, e troppo di frequente?

Torino modifiche percorso mezzi Gtt

In Francia, per esempio, si sciopera una volta ogni morte di Papa. Ma quella volta ogni morte di Papa si blocca una nazione. In Italia no, si sciopera a macchia di leopardo.

Ogni giorno in agenda c’è una categoria che incrocia le braccia, e i trasporti, va detto (auto ferro tranvieri, aerei, treni, o magari tutti insieme, come lo scorso 14 giugno), sono in prima linea. Siamo proprio sicuri che mettersi contro milioni di persone che dei mezzi semplicemente hanno necessità sia il modo giusto per fare valere le proprie rivendicazioni?

O mettiamola in un modo ancora più netto: serve, scioperare, nel modo portato avanti in Italia?

Non si sa, ma nel dubbio, oggi, Gtt è ferma.

Andrea Besenzoni

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