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Una metropolitana in evoluzione, per una città all’avanguardia

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La linea 1 - fonte torinotoday.it

Nei giorni in cui impazza la polemica per la chiusura della metropolitana e i conseguenti disagi per i cittadini, diamo uno sguardo alla nascita del trasporto sotterraneo torinese e a dove inizieranno a scavare le talpe della nuova M2.

Nel 2006, i XX Giochi olimpici invernali hanno regalato alla città di Torino non solo colori e calore dal mondo, costruzione e innovazione di numerosi impianti sportivi, ma anche una nuovissima metropolitana. Appena nata, la linea M1 mette i suoi treni al servizio della popolazione torinese, ma soprattutto alla folla di turisti cosmopoliti che per le Olimpiadi fluiscono per tutto il capoluogo. Il turismo di quell’anno non è l’unico privilegio per la metropolitana di Torino, che gode anche del primato come unico sistema italiano basato sulla guida automatica VAL (véhicule automatique léger) e primo al mondo in configurazione 52 metri. Dotato di un’alta percentuale di automazione, il sistema non prevede un’autista, mentre l’uso della gomma, piuttosto insolito in ambito ferroviario, garantisce alle vetture maggiore leggerezza.

fonte corriere.it
fonte corriere.it

Inizialmente dal capolinea Fermi, la metropolitana si snodava attraverso la città verso Corso Francia, terminando il suo tragitto in piazza XVIII Dicembre, mentre oggi, in seguito a due prolungamenti avvenuti nel 2007 e nel 2011, la linea conta un totale di 21 fermate per una lunghezza di 13,4 km. La zona fiera del Lingotto è l’ultima tappa, ma Torino non è ancora soddisfatta. Attualmente in costruzione sono le fermate Italia ’61 e Bengasi, zona periferica a sud della città, mentre altri prolungamenti verso ovest in direzione Rosta sono in corso di studio e approvazione.

il prolungamento della tratta M2
il prolungamento della tratta M2

Dopo l’ok della Regione Piemonte per la costruzione della linea M2, giunto nel 2009, quest’anno è arrivata la vera novità, annunciata dal sindaco Piero Fassino. In un’intervista a La Repubblica del 15 settembre, Fassino dichiara che nel 2015 si darà il via ai cantieri per la tanto attesa M2. Con i fondi stanziati dalla CIPE, i lavori si limiteranno allo scavo di un primo tratto, ma il piano iniziale, che dal capolinea Rebaudengo si dirigeva verso Vercelli, è stato rivisto completamente. Fassino sposta lo start. “Collegheremo da subito la linea 2 alla 1 nel suo incrocio naturale della stazione di Porta Nuova”, spiega il sindaco e la motivazione è chiara. Rebaudengo è un tratto isolato e poco trafficato, che non può competere con un punto nevralgico come Porta Nuova, funzionale per dare il via alla nuova linea. La M2 si dislocherà dal quadrante sud-ovest, coperto dalla prima linea, per svilupparsi verso nord, da Mirafiori alla barriera di Milano, sotto via Roma, piazza San Carlo e piazza Castello, nel cuore di Torino.

fonte lospiffero.com
fonte lospiffero.com

Ma le buone notizie non finiscono qua.
Sempre nel settembre 2013, la Settimana della Mobilità torinese ha pubblicato i dati conclusivi relativi al traffico del capoluogo. La relazione mette in evidenza come negli ultimi quattro anni il traffico sia diminuito del 10%. È una buona percentuale, che può essere interpretata come maggiore consapevolezza dei cittadini o, più semplicemente, come diretta conseguenza dei costi dovuti alla crisi. C’è però un’altra ipotesi, che fa della metropolitana e dei mezzi pubblici i veri protagonisti. Infatti, sempre gli stessi dati, dicono che negli ultimi anni l’uso dei mezzi pubblici è aumentato di un buon 4%. Ciò significa che i rinnovamenti delle linee tramviarie, dei pullman e i continui progetti sull’area metropolitana di GTT (Gruppo Torinese Trasporti) non  fanno altro che infondere fiducia nei cittadini, che collaborano con un uso costante dei suoi servizi.

Dopotutto, come conclude il sindaco Fassino nella sua intervista a La Repubblica, “Torino è una città all’avanguardia, in Italia e in Europa”.

Giulia Masoero Regis

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