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Alla (ri)scoperta delle gipsoteche piemontesi

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Alla (ri)scoperta delle gipsoteche piemontesi
Alla (ri)scoperta delle gipsoteche piemontesi

I gessi sono (…) testimonianza conservata della mano dell’artista e potremmo dire che ne mantengono l’impronta. (Rossana Bossaglia)

calandra-savigliano

Le gipsoteche raccolgono la storia, i pensieri, il calore, l’estro, i ripensamenti, le gioie ed i timori di uno scultore. Sono la sua anima, quello che sta dietro, le fondamenta sulle quali si costruisce il palazzo.

In quanto tali, le gipsoteche ricoprono un ruolo di primaria importanza per la cultura artistica di una città, di una regione, dal momento che permettono di studiare a fondo il “dietro le quinte” del lavoro di scultori che quella città, quella regione l’hanno abitata, l’hanno vissuta e dei quali rimangono tracce concrete e durevoli nei monumenti.

gipsoteche in penombra

Purtroppo i tempi sono quelli che sono: crisi, pochi (pochissimi) soldi da dedicare alla cultura, diffuso disinteresse da parte di una certa politica verso quest’ultima.

Ed è proprio per questo che un’iniziativa come Gipsoteche in penombra, progetto di valorizzazione delle gipsoteche piemontesi, partito nel 2009 dalla collaborazione tra Regione Piemonte e Accademia Albertina e giunto ad oggi alla seconda fase del suo svolgimento, è un’iniziativa di sicuro valore, ben sviluppata e da seguire e supportare.

giulio_monteverde_bistagno

Come si legge sul sito dell’Associazione Arteco, responsabile dello sviluppo del progetto, quest’ultimo si è indirizzato in una prima fase alla valorizzazione, attraverso la predisposizione di materiali didattici, del patrimonio piemontese già musealizzato: le gipsoteche di Leonardo Bistolfi a Casale, Davide Calandra a Savigliano, Pietro Della Vedova a Rima San Giuseppe, Giulio Monteverde a Bistagno e Paolo Troubetzkoy a Verbania.

Nella seconda tranche, quella in fase di svolgimento, l’obiettivo da raggiungere è quello di far riemergere e rivivere un patrimonio sommerso, il materiale riguardante scultori meno conosciuti dei precedenti ma certamente  allo stesso modo importanti per la storia e la cultura della nostra regione.

A supporto del progetto, l’associazione Arteco ha organizzato per venerdì 18 ottobre, presso l’Accademia Albertina di Torino, una giornata di studi (iscrizione gratuita da confermare entro il 7 ottobre) e un censimento generale dei lasciti di gessi e modelli provenienti da studi e laboratori di artisti piemontesi o operanti in Piemonte tra Ottocento e primi del Novecento. Durante la giornata verranno presentati i risultati di tale censimento, tentando così di riportare alla luce questo patrimonio sommerso di archivi e materiali, sovente di proprietà degli eredi degli artisti, sino ad oggi rimasto, appunto, in penombra. Ad integrazione della giornata verrà organizzata una mostra del fotografo Giorgio Stella, dedicata alle cinque gipsoteche piemontesi già musealizzate.

Il 19 ottobre, infine, vedrà lo svolgimento, presso il Castello del Valentino – Facoltà di Architettura, di un workshop che vedrà coinvolti studenti e docenti del Politecnico e dell’Università degli Studi di Torino e del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale.

Per tutte le informazioni e per effettuare donazioni in favore del progetto si rimanda al sito internet dell’Associazione Arteco www.associazionearteco.it

Emanuele Bussolino

 

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