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Toro: ecco perché devi vincere il derby

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Toro ecco perchè devi vincere i derby
Toro ecco perchè devi vincere i derby

L’aspetto positivo del turno infrasettimanale è che il tempo per postare link su Facebook in cui si esplicitano propositi bellicosi per il match contro la Juventus è dimezzato.

Così come dimezzati saranno gli appelli retorici al “cuore granata”, le interviste alle vecchie glorie, le rievocazioni di un tempo che vorremmo fosse ancora presente, ma che ci è scappato di mano da diciotto lunghi anni.

Questa serie di rituali, se non vinci un derby da così tanto tempo, finiscono per risultare letteralmente patetici e il tifoso del Toro ne ha già subite troppe per meritare anche questo.

Ci si avvicina all’appuntamento stracittadino con la solita, mostruosa, disparità di forze degli ultimi anni, anche se, nonostante gli intoppi e le mancanze, sulla sponda granata si sta provando a costruire qualcosa e qualche germoglio incoraggiante inizia a spuntare in mezzo a un mare di punti interrogativi.

Toro ecco perché devi vincere il derby

Al di là delle vuote parole (“il derby non è una partita come le altre”), il divario è tale che, ormai, i tifosi bianconeri temono più la legge dei grandi numeri (“prima o poi il Toro ne vincerà uno” o “prima o poi il Toro segnerà un gol”) che la compagine affrontata, il che avvicina il derby proprio a una partita come tutte le altre, si gioca contro una medio-piccola i cui tifosi vivono prigionieri dei tre gol in tre minuti.

Questo sarebbe già un motivo per vincerlo: l’orgoglio, il rialzare la testa, e, perché no, l’entrare nella storia, perché se gli uomini di Ventura vincessero, saprebbero di essere leggenda già al triplice fischio dell’arbitro, diventando coloro cheruppero il digiuno, coronati di alloro metaforico e di eterna gratitudine anche se si vincessero altri mille derby da qui all’eternità.

Non è questo, però, il motivo principale. Ce ne sono almeno altri due. Il primo è legato al ricambio: un ventennio coi dolori che superano le gioie ha spazzato via gran parte di una generazione di tifosi.

 

Toro eco perchè devi vincere il derby

I bimbi del Toro ci sono, ma la maggior parte di loro lo è per ereditarietà, se va bene: manca il pungolo per diventare granata anche se in famiglia si tifa altro (com’è capitato al sottoscritto, con un papà interista, ma stregato da Junior), tutto il discorso sui valori fantastici del Toro, per i quali ancor’oggi ringrazio di essermi fatto ammaliare dalla figurina di quel brasiliano coi baffoni, perché quei valori calzano a pennello su di me, è prematuro per un bambino.

Non tutti hanno, ovviamente, ancora la lucidità per capire ciò che va al di là del campo e, il rischio è che senza una squadra se non vincente, almeno non cronicamente perdente, ci si stufi in fretta di essere presi per i fondelli dai compagni strisciati e si passi ad altro. Siccome, inoltre, Torino non è come Firenze o Napoli, dove la squadra a rappresentare la città è una sola, ma c’è un vicino parecchio ingombrante, il rischio è enorme.

Cominciare col vincere questo derby, potrebbe dare un’iniezione di fiducia non indifferente a un mucchio di giovani leve, iniziando un cammino che abbia l’obiettivo di convertire sempre più bimbi al Toro. Non serve nemmeno un cammino costellato di coppe e campionati vinti,basterebbe e avanzerebbe la squadra di metà anni ’80.

L’altro obiettivo si chiama credibilità.

Toro eco perchè devi vincere il derby

 Il Toro è, ormai, ritenuto dai media, quando va bene, una squadra minore. Quando ne parlano, a parte ritirare fuori le solite litanie trite e ritrite, lo fanno con una faciloneria desolante, basti vedere le voci di mercato tirate fuori a casa o giudizi dati sulle prestazioni in campionato ditale superficialità da far venire il dubbio che le partite vengano realmente viste e capite.

Credibilità, però, non vuol dire semplicemente il rispetto della stampa, ma anche una certa autorevolezza nel farsi le proprie ragioni. Se perdi sempre e subisci un torto arbitrale, sarai sempre il piagnone rosicone (termine orrendo, ma rende l’idea di come siamo visti) che accampa scuse. Se perdi e parli della questione stadi a Torino e dell’evidente disparità di trattamento, sei un invidioso che deve stare zitto mentre il politico o il qualunquista di turno dice che è più urgente dar soldi agli asili nido, ignorando tutta la via Crucis del Fila, o quando iniziano a fioccare lettere vomitevoli a Specchio dei Tempi.

Se perdi, rischi di vanificare lo sforzo di tutti quelli che stanno cercando di far risorgere il Filadelfia. Se perdi, nel mondo del calcio di oggi, con la sua logica perversa, sei una specie di macchietta che non può parlare. Per questo il Toro deve iniziare a farsi ascoltare sul campo e, a poco a poco, determinate cose non ci si permetterà più di dirle o farle e, nel caso ci si permettesse, l’interlocutore non sarà il gattino impaurito che è ora. Vincere il derby può essere il primo mattone verso l’autoricostruzione di sé, per sedere a determinati tavoli in una certa maniera, pur mantenendo valori e identità.

E se queste ragioni non sembrano buone, fatelo almeno per far andare a letto le persone pensando a qualcosa che non sia in bianco e nero, che non sia un filmato su YouTube visto diecimila volte, che non sia il ricordo di ciò che non si è neanche vissuto, ma che sia qualcosa per cui poter dire, finalmente, “io quella domenica c’ero, cavolo se c’ero”.

 

Francesco Bugnone

 

     

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