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Il Toro espugna Bologna dopo 33 anni

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Bologna 1 - Toro 2 Serie A Tim 2013 - 2014
Bologna 1 - Toro 2 Serie A Tim 2013 - 2014
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E’ indubbiamente prematuro affermare che, con la vittoria di ieri, il Torino abbia sconfitto quella scimmia che, da metà dello scorso anno in poi, si è ritrovato spesso sulla schiena.

Una scimmia che si presentava sotto forma di beffe subite negli ultimi minuti, risultati mal gestiti, mancanza di sangue freddo nei momenti topici.

Quella scimmia che è costata una caterva di punti. Quella scimmia che, sabato scorso, contro il Milan, ha contribuito a far sfumare una vittoria sacrosanta e pesante.

Vero è che vincere a Bologna, campo dove non si faceva bottino pieno dal 1980, con un attacco di emergenza, può dare una grossa spinta psicologica alla squadra per gli impegni immediati (Verona e il derby) e per il prosieguo del campionato.

Nella ripresa il braccino si è rifatto vivo spesso, con gli uomini di Ventura che, nonostante la superiorità numerica dovuta all’espulsione dell’ex Natali avvenuta nel tunnel fra primo e secondo tempo, hanno pensato più a mantenere il risultato che a chiudere la gara, memori dei tanti schiaffi subiti in zona Cesarini.

Nonostante le troppe punizioni lasciate al Bologna e affidate al sempre insidioso sinistro di un nervosissimo Diamanti, alla fine i granata sono riusciti a portare a casa la pellaccia e questo può creare un precedente importante.

Giampiero Ventura Pescara Torino

 

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La partita è stata preparata molto bene da Ventura e, nonostante il forfait per influenza di Immobile in extremis abbia scompaginato i piani, per gran parte della prima frazione il Toro ha fatto ciò che doveva contro un Bologna non eccelso e con parecchie lacune nel reparto arretrato. La gara si mette in discesa già dopo 2’: Cerci libera al cross Darmian sulla destra, Curci compie un’uscita rivedibile smanacciando in tuffo, la sfera rimane in area e D’Ambrosio vi si avventa di testa per il vantaggio.

Secondo gol consecutivo per l’ex stabiese, che continua la sua favola personale, in attesa che Prandelli si accorga di lui.

Bologna 1 - Toro 2 Serie A Tim 2013 - 2014
La reazione del Bologna, con Diamanti uomo ovunque, non è particolarmente veemente ed è addirittura Cerci a sfiorare il raddoppio costringendo Curci a deviare in angolo. Il 3-5-2 sembra fatto apposta per queste partite in cui si conquista palla e si riparte e il Toro si muove bene, ma, all’improvviso, i felsinei pareggiano con il gol dell’ex.

Non quello più atteso e più deludente (Bianchi), ma Natali: su una delle innumerevoli punizioni tagliate di Diamanti, l’esperto centrale, lasciato solo da Moretti, colpisce di testa e, sulla respinta istintiva di Padelli, si vede rimbalzare la palla sullo stinco e poi in rete. Ennesima rete evitabile per i granata che accusano il colpo per qualche minuto.

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La partita sembra trascinarsi verso l’intervallo su uno scontato 1-1, quando Cerci decide di salire per l’ennesima volta in cattedra: punizione da venticinque metri calciata con un sinistro forte e a giro che va a sbattere sulla traversa e rimbalza in campo. Ne nasce una mischia con Della Rocca che frana su El Kaddouri, mentre questi si accinge a colpire di testa. Peruzzo è ben appostato e decreta un rigore che fa pensare, ingiustamente, a una compensazione per quanto visto sabato a tifosi e giocatori rossoblù, mentre, semplicemente, c’è tutto. Cerci realizza col brivido e si va a riposo sul 2-1.

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Il penalty accende gli animi tanto che, come detto, il Bologna si ripresenterà in campo in dieci uomini per l’espulsione di Natali nell’intervallo.

Nel secondo tempo, il succitato braccino la fa da padrone, gli spettri delle rimonte subite appesantiscono testa e gambe, togliendo la lucidità necessaria per concretizzare meglio i quattro-cinque contropiedi pericolosi che avrebbero messo la pietra tombale sul match. Così, in campo e sugli spalti, si soffre ancora, soprattutto per le sgroppate di Konè e le già citate troppe punizioni concesse al sinistro di Diamanti. Su una di queste, proprio Konè insacca, ma in netto fuorigioco, così come accaduto a Glik nel primo tempo, con una rete tanto bella quanto irregolare.

Per il resto, però, Padelli è chiamato in causa solo con qualche uscita, mentre il centrocampo tiene bene e si esce dal “Dall’ara” con tre punti pesantissimi, che mettono il Toro, appaiato al Livorno, subito dietro alle grandi.

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Col risultato in tasca, pensare ai tre punti che mancano per errori arbitrali, stavolta, non fa rabbia, ma regala consapevolezza, quella che, in un campionato così equilibrato, questo Toro, pur con tutti i suoi limiti, stringendo i denti e crescendo nell’interpretazione di un modulo non facile, può dire la sua, sfruttando al meglio i giocatori di livello superiore che ha (Cerci, D’Ambrosio ed El Kaddouri) e ottenendo il massimo dagli altri (Brighi e Vives, per esempio, sono stati encomiabili).

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Sembra quasi che, al Torino venturiano, inizi a sovrapporsi lo spirito del Torino camolesiano, creando un mix che può dare soddisfazioni.

 

Francesco Bugnone

 

 

     



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