Home Cronaca di Torino Dimmi cosa NON mangi e ti dirò che vegano sei

Dimmi cosa NON mangi e ti dirò che vegano sei

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Avete appena superato una settimana di lavoro.
Superato si fa per dire, affrontato con la giusta dose di improperi ed imprevisti rende meglio l’idea. La temperatura ancora mite, nonostante l’incalzare dell’autunno, vi predispone a passare un bel weekend rilassante in compagnia di amici e famiglia.
E cosa c’è di più godereccio che una succulenta grigliata?

Radunate moglie e figli, vi premurate di non dimenticare il vostro kit da battaglia comprensivo di forchettone di ghisa forgiato sul monte Fato, mega-bavaglino in polipropilene misure 100×85 cm, salsa piccante riserva speciale del 1956 e, immancabile, cane dallo stomaco di ferro a cui passare le ossa da ripulire (e diventare in questo modo l’eroe della sua vita. Altro che vostra suocera che lo nutre con scatolette e grissini).
Arrivati alla sagra di vostro interesse vi sedete, date al cameriere cinque euro in più del dovuto – “fammi le porzioni un po’ abbondanti, eh, mi raccomando” – e attendete il tanto agognato piatto di carne tenera e fumante che vi state immaginando dal lunedì precedente.

È più o meno questo ciò che molti degli 8.000 partecipanti alla “Festa della Famiglia Abruzzese e Molisana” hanno pensato  e fatto insieme alle loro famiglie un paio di weekend or sono, alzandosi poi satolli e sorridenti dai banchi di piazza Giovanni delle Bande Nere a Sassi (TO). dopo aver gustato qualche decina di ottimi arrosticini di pecora. Ignari di tutto.
Ignari del fatto che la notte prima dell’inaugurazione, quegli stessi tendoni sotto cui si sono accomodati sono stati oggetto di un vero e proprio raid da parte di un gruppo “antagonista”. Forse i calabresi offesi dal mancato utilizzo di ‘nduja nel menu offerto? O magari i piemontesi, padroni di casa e inalberatisi alla scoperta che non ci sarebbe stata né la bagna caoda, né i celeberrimi purun bagnà n’t l’oli?

Una delle scritte apparse sui tendoni - fonte dissapore.it
Una delle scritte apparse sui tendoni – fonte dissapore.it

Nulla di tutto questo, a tentare di sabotare la festa delle comunità Abruzzesi e Molisane è stato un “commando” (a sentire La Stampa) di vegani. I propugnatori di questa filosofia alimentare – che esclude ogni tipo di carne e qualsiasi prodotto derivato dagli animali – non devono aver visto di buon occhio la grigliata che di lì a poco avrebbe portato a cucinare circa 20.000 arrosticini e, nottetempo, hanno pensato che la soluzione per sensibilizzare le persone e portarle sulla strada del veganismo fosse quella di tranciare cavi elettrici, danneggiare gli stand ed imbrattare i teloni con vernice indelebile. Gli organizzatori hanno così scoperto, a poche ore dall’arrivo dei partecipanti, scritte come “Veganismo e Giustizia”, “Alf” (Animal Liberation Front) e soprattutto “Mangia cadaveri”. Grazie alle riparazioni in extremis dello staff e al servizio d’ordine raddoppiato per paura di nuove incursioni, la manifestazione ha potuto aprire i battenti e trasformarsi in un successo, ma questo gesto eclatante di un gruppo di estremisti alimentari (che di certo non rappresentano la totalità dei vegani), lascia qualche interrogativo sulla deriva che certe filosofie all’apparenza innocue possono imboccare.

D’altronde esistono tipologie differenti di vegani che, ironicamente e per sdrammatizzare, possiamo elencare in ordine crescente di convinzione.

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1)      Il Modaiolo: ha visto un servizio di Studio Aperto in cui si raccontava che Prince, Red Ronnie, Leonardo Da Vinci (“Leonardo chi? il tronista?”) e persino Lisa Simpson sono dei vegani convinti. “Deeeevo diventarlo anch’io!”

2)      Il Succube: la fidanzata/moglie è vegana da quando aveva 14 anni, è cresciuta in una fattoria in Emilia con due genitori hippie e se qualcuno si azzarda anche solo a sfiorare quella tarantola che da giorni ti fa la posta quando vai in bagno lo defenestra senza preavviso. “Ora che viviamo insieme, anche tu mangerai solo più sedani e cavoletti di Bruxelles, vero?” è stata la frase con cui lo ha incastrato. Da allora, a fronte di un comportamento esemplare in presenza della sua compagna (ha organizzato anche un paio di sit-in davanti al reparto carne&pesce dell’Auchan), di notte, quando lei dorme profondamente, esce di soppiatto e si ritrova con alcuni suoi simili nelle peggiori paninoteche della città. Obiettivo: il panozzo salsiccia, wurstel e lardo di Pino ‘O Zozzuso.

3)      Il Confuso: da anni si professa vegano al 100%, compra solo verdure Bio al supermercato (per potersi permettere le quali ha aperto un mutuo dagli strozzini dei mercati generali) e quando vede in tv la pubblicità della Milka cambia canale per non vedere soffrire la povera mucca viola. Nonostante questo, ha una confusione atavica sui derivati di origine animale: non mangia il caviale, ma si abbuffa avidamente di brie (“questo è vegetale, no?”), ignora che quella pasta marroncina sia paté di tonno e afferma di seguire una dieta proteica a base di carote, pomodori e albicocche (per lui rosso=proteine). Adora le lasagne a sei strati della nonna.

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4)      Il Pavido: è talmente ben educato e timoroso di disturbare gli altri che, per quanto la sua propensione al veganismo sia pressoché assoluta, quando si trova a pranzo con estranei non se la sente di creare problemi. Accetta con un malcelato sorriso una pizza, annuisce paonazzo ad un’ordinazione di fritto misto e non riesce mai a trovare una scusa decente quando viene invitato alle grigliate estive. Per punirsi delle nefandezze culinarie a cui il suo carattere remissivo lo ha costretto, al ritorno a casa si lega un cilicio di spine di rosa alla coscia, si fustiga con rami di biancospino e si costringe a guardare l’intera serie di Twin Peaks, inginocchiato su un paio di costine di maiale. Il tutto mentre dà testate ad un carrello dei bolliti.

5)      Il Rissoso: esiste una sola religione, quella vegana. Chiunque non ne segua i precetti è un essere impuro, un’anima smarrita da ricondurre al più presto sulla buona strada. Il rissoso cerca in ogni modo il contatto con i “mangia cadaveri”, li stuzzica, li istiga. Ci esce a pranzo, a cena, a colazione, a merenda. Vuole enumerare i vantaggi dell’essere vegani e, di contro, brama vedere le facce degli astanti impallidire quando inizia a raccontare come vengono allevati i polli in batteria. Spesso mostra dei video sul telefonino in cui due vitellini intenti a pascolare beatamente vengono strappati alle loro madri, gettati in un tritacarne e trasformati in un Big Mac. La percentuale di riuscita dei suoi piani di conversione, è però alquanto bassa. Di solito, basta che uno degli altri commensali gli tiri uno scappellotto, apostrofandolo con un “ma non ci scassare gli zebedei e mangia sta fiorentina…” per convincerlo ad un mutismo immediato quanto iracondo.

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6)      Il Nazi: altrimenti detto “MelanzAdolf”, questo soggetto propugna una fede incrollabile verso tutto ciò che è natura. Chi mangia carne, uova o anche solo un tocchettino di Grana Padano deve essere fucilato sulla pubblica piazza. Non sono ammesse deroghe, nemmeno se l’infedele in questione è un pastore tedesco di 60 kg e l’unica cosa che chiede è una fettina di prosciutto; la sua alimentazione deve rispettare i criteri donati all’umanità da sua Verginità Pamela Anderson: “I polli, i maiali, e gli altri animali sono…interessanti”. Mai lasciarsi attrarre ad un pranzo con questa categoria di vegani, mai lasciarsi trascinare in una conversazione sul cibo, nemmeno telefonica. Anche a distanza, una zucchina potrebbe uscire dalla cornetta e percuotervi sino a ridurvi in uno stato…vegetale.

M.P.

 

     

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