Home Teatro Quella gabbia, metafora della nostra vita

Quella gabbia, metafora della nostra vita

21
SHARE
teatro erba Torino Quella gabbia, metafora della nostra vita t
teatro erba Torino Quella gabbia, metafora della nostra vita t
Tempo di lettura: 1 minuto

Prosegue al Teatro Erba di Torino “Piemonte in scena”, la rassegna di spettacoli presentati dalle realtà operanti sul territorio della regione, che introduce il pubblico alla sempre ricca stagione di Torino Spettacoli.

Sul palcoscenico questa volta, Onda Larsen, giovane compagnia torinese, che debutta con una pièce tutta nuova: Andrea in gabbia – monologo a dieci voci e un controcanto.

In scena una gabbia, una donna (Andrea), il dubbio di una colpa terribile (che non abbandona lo spettatore fino al coup-de-theatre finale) e una moltitudine variopinta di personaggi.

Andrea è simile a una moderna Alice imprigionata nella tana del Bianconiglio, che si vede sfilare da vanti una serie di irriverenti personificazioni della nostra contemporaneità

.

teatro erba Torino Quella gabbia, metafora della nostra vita t
teatro erba Torino Quella gabbia, metafora della nostra vita t

Quello che sembra un monologo interiore – a tratti “spezzato” da ciò che accade di volta in volta in scena – si rivela essere qualcosa di molto più complesso e sfaccettato rispetto a un puro percorso che comincia da una (distorta) percezione di sé per terminare in una liberatoria e piena consapevolezza…

Un monologo anomalo, nel quale la voce femminile sembra emergere su tutti gli altri caratteri, che riescono comunque a imporsi sulla scena. Anche per questo è giusto nominare ciascun meritevole componente della compagnia: Lia Tomatis (anche autrice del testo e regista), Angelo Tronca (interprete e regista), Riccardo De Leo, il simpaticissimo Luciano Faia e Gianluca Guastella.

Correlato:  Il sogno di don Bosco (ancora una volta) in musical

Lo spettacolo mantiene vivo l’interesse dello spettatore, anche grazie a una regia dinamica e all’efficace impatto visivo della gabbia che campeggia al centro del palco.

Tuttavia, a livello di scrittura del testo, si nota, a tratti, la debolezza di una narrazione presentata per “quadri”, non tutti della stessa forza drammaturgica, che possono indurre lo spettatore meno attento a continue domande su ciò a cui sta assistendo in scena unitamente al significato delle riflessioni dei vari personaggi.

 



Commenti

SHARE