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Toro – Milan: il danno e la beffa

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Toro Milan 2 - 2 serie A Tim 2012 - 2013
Toro Milan 2 - 2 serie A Tim 2012 - 2013

In un mondo parallelo, chiamato Terra 616, un Torino rabberciato sta perdendo 2-0 al “Meazza”, sovrastato sul piano del gioco e della corsa dal Milan.

Mancano pochi minuti alla fine e i granata accorciano in maniera rocambolesca con Vives, che, insieme a Brighi, è stato più volte graziato dall’arbitro Massa per il gioco duro ai danni degli avversari. In pieno recupero, il Toro va in forcing, mentre, nella metà campo ospite, Matri giace dolorante da alcuni minuti per una frattura, tanto che Allegri è pronto a far entrare Nocerino al suo posto.

La palla, finalmente, esce, ma Massa, inspiegabilmente, non fa effettuare la sostituzione, anche perché Glik batte rapidamente la rimessa, sebbene in una maniera che, anche nei campionati parrocchiali, avrebbe portato all’inversione.

Toro Milan 2 -2 seria A tim 2013 2014

 

L’azione prosegue, i granata entrano in area con El Kaddouri che conquista un rigore, complice l’ingenuità di Emanuelson: Cerci, ovviamente, trasforma. Immediate le reazioni rossonere in seguito alla dinamica dell’ultima azione: Allegri inviperito, Galliani in televisione a reti unificate per giorni e giorni, pronto a cambiare lo sfondo del suo cellulare, passando dal gol non dato di Muntari contro la Juventus alla rimessa di Glik. Lo stesso Glik che, a fine partita, ha colpito un dirigente rossonera bordocampo.

I commentatori di Sky e Premium, ben lontani dal solito cavillare, minimizzare, giustificare e quasi irridere, quando certi episodi accadono alle cosiddette “piccole”, indossano espressioni funebri e sfoggiano toni indignati, feroci.

I principali quotidiano titolano a nove colonne del furto e della mancata sportività degli uomini di Ventura. I tifosi del Torino si tengono il punticino e stanno ben zitti, sapendo di avere, come si dice in Sicilia, il carbone bagnato.

Ma qui non siamo su Terra 616 e i fatti appena narrati si sono svolti a ruoli invertiti.

Toro Milan 2 -2 seria A tim 2013 2014 Mario Balotelli

 

L’episodio viene derubricato in maniera quasi folkloristica, en passant, da tv e giornali, dando ben poco peso ai gesti di Mexes (soprattutto quello a partita conclusa), dopo aver processato Glik lo scorso anno (lo stesso a Glik a cui, per una sera intera, è stato ascritto un fallo su Vucinic mai effettuato) per molto meno.

Peggio ancora, si fa confusione, tirando in ballo per l’ennesima volta il dilemma sul buttare fuori la palla o meno con un uomo a terra, ignorando il fatto che la rabbia del Toro derivi dal fatto che, con la sfera fuori e il cambio già pronto, Massa non abbia fischiato.

Così molti (per fortuna, non tutti) tifosi milanisti si scatenano sui social, galvanizzati dal pareggio insperato e dall’escamotage per lavarsi la coscienza, accusando i granata di essere sempre per terra sin dal primo tempo e via di questo passo.

Nessun accenno, ovviamente, ad altri episodi quali la tolleranza al gioco duro di Muntari e De Jong, nemmeno ammoniti.

Reazioni del genere sono comprensibili, se si vive la passione calcistica attorniati da una stampa morbida nelle analisi e blanditi dalle rassicuranti figure dei telecronisti tifosi.

Toro Milan 2 - 2 D'Ambrosio  serie A Tim 2013 2014

Nonostante le lacune evidenziate nell’articolo post-Bergamo e in molti della passata stagione, il Toro avrebbe potuto essere almeno a quota sette dopo tre incontri, quindi a meno trentatrè dell’obiettivo più realistico della stagione. Ancora una volta, però, le giacchette fosforescenti sono salite in cattedra.

Il rischio di scivolare nella piagnisteo è forte, i “dossier” sui torti presentati in Lega fanno sempre sorridere, ma, mettendo in fila i fatti da un paio d’anni a questa parte, le cose che non quadrano iniziano a essere troppe: le decisioni di Ciampi contro il Bari, il fattaccio di Padova, l’arbitraggio nel match casalingo contro il Crotone, l’espulsione di Sansone contro il Parma, il rigore inesistente decretato dal giudice di porta Calvarese a Roma contro i giallorossi, i due rigori negati a Udine, la direzione allucinante di Peruzzo a Cagliari, giusto per ricordare gli episodi più grossi.

Un po’ troppi per continuare, a livello societario, a parlar poco, troppo poco. Un po’ troppi per iniziare il commento di una partita con un “mea culpa”, come si fa da solito.

 

Toro Milan 2 - 2 Alessio Cercio serie A Tim 2013 2014

Spiace relegare in poche righe la parte tecnica, che dovrebbe essere quella principale. Il Toro ha dimostrato di saper affrontare il Milan e di voler approfittare della situazione favorevole, viste le numerose assenze

rossonere e un Kakà ancora avulso dalla manovra. Ci ha messo maggior grinta, rispetto al solito, e più di qualche buona trama, andando a segno coi suoi uomini più validi: quel D’Ambrosio da rinnovare al più presto e il solito, straordinario, Cerci

. E’ piaciuto molto anche El Kaddouri, che si sta avvicinando al bel giocatore ammirato a Brescia, così come ha convinto Bovo, al secondo esordio granata, in difesa.

Purtroppo bisogna anche parlare di un attacco che fatica ancora ad arrivare al tiro con facilità e di un portiere che, nonostante un miracolo su Balotelli, è lungi dall’offrire sicurezze. Così come in molti dibattono sull’opportunità di togliere l’insostituibile Cerci a 20’ dalla fine o sulla clamorosa ingenuità di Pasquale sul furbo Poli.

Nel mondo alla rovescia in cui il Toro è costretto a vivere, per salvarsi bisogna iniziare a essere più forti di tutto e sbagliare il meno possibile, affiancando al cuore, che ieri si è visto abbondantemente, la testa, senza la quale si rischia di perseverare negli errori di gestione degli ultimi minuti dello scorso anno, buttando al vento soddisfazioni sacrosante e treni che rischiano di non passare più, che, però, continuano ancora a passare, ma che, per un motivo o per l’altro, giusto o sbagliato che sia, vedono cronicamente i granata scivolare dal predellino sul più bello.

Francesco Bugnone

     

 

 

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