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Torino non investe più nel mattone

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Prendendo in considerazione il I° trimestre del 2013, il mercato immobiliare, in confronto con il 2012, cala notevolmente, in particolare nelle metropoli.
In una ipotetica classifica delle vendite, Torino si trova al terzo posto con Palermo, entrambe con un decremento del 10%. Non è un caso se ora la città della Mole potrà usufruire di sconti sulle compravendite che vanno dal 13% al 16,5%, segnale di un mercato gravoso e senza troppi sbocchi per chi vuol vendere una casa.

Si moltiplicano gli annunci di vendita a Torino
Si moltiplicano gli annunci di vendita a Torino

I progetti per dare respiro al mercato sono molti, ma sono quasi del tutto fermi, vedi la riqualificazione di Falchera o corso Marche, i cui piani sono concretamente realizzabili, ma la paura di rischiare influisce sugli investitori, rallentando così il processo di rinnovamento di quelle zone.
Gli annunci di compravendita di immobili a Torino sono oltre 48.000 e, dato significativo, più del 70% sono annunci di vendita. Per quanto riguarda il solo centro storico se ne contano più di 3.100.
Il costo medio degli appartamenti è di 2.150 €/m², cifra che supera del 14% la media regionale (attestata a 1.900 €/m²) e risulta maggiore anche della media provinciale, fissata a 2.050 €/m². La differenza di prezzi è sensibile all’interno dello stesso territorio municipale, passando dai 1.350 €/m² a Falchera fino ai 3.100 €/m² di Borgo Po.

Mercato-immobiliare

Un mercato stagnante e che risente della crisi, in cui ci sono pochi soldi per comprare e tutti vorrebbero invece vendere. Da questo punto di vista le istituzioni cittadine stanno provando a dare un segnale di ripresa: è di pochi giorni fa la conferma di un accordo stilato già a partire da novembre 2012 tra il Comune di Torino e la Nomisma e Yard, con cui le due società, esperti soggetti nel campo della valutazione e vendita di immobili, si occuperanno della ristrutturazione, valorizzazione e gestione di 10 proprietà ottenute in lascito da parte dell’Agenzia del Demanio.

Più precisamente l’attenzione ed il lavoro delle due società si concentrerà sul Palazzo della Luce, la Manifattura Tabacchi, il complesso ex Fimit, la struttura di Consap Spa di via Servais 125, una proprietà di Ferrovie dello Statolo, lo scalo Vallino, un edificio a testa di Spina 2, Spina 3 Oddona e Spina 4, l’ex poligono genio ferrovieri ed il Lingotto avio oval.

È evidente, Torino sta subendo un profondo cambiamento, da città produttiva a polo finanziario, terziario, turistico e culturale e una spinta propositiva di questo genere non farà altro che creare e consolidare un sistema pubblico-privato in grado di risollevare, si spera, le sorti immobiliari della città.

Damiano Grilli

 

     

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