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La tratta delle nigeriane a Torino

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Sfruttate, giovani e disperate.

È questo il bilancio che scaturisce dal rapporto sulla tratta delle ragazze nigeriane in Torino e provincia pubblicato e realizzato dall’associazione Amici di Lazzaro.

Da sempre al fianco dei bisognosi e degli emarginati, l’associazione, con sede in via bibiana 29 a Torino, ha formato delle “unità di strada”, gruppi di volontari che, dal 1999, portano un po’ di calore umano e tante informazioni utili per affrancarsi alle giovani donne costrette a prostituirsi. Quest’ultimo rapporto, frutto degli incontri con quasi 400 ragazze nigeriane, avvenuti tra gennaio e dicembre 2012, ha portato alla luce alcuni aspetti poco conosciuti di un dramma che continua ad ingigantirsi.

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Come confermato anche dal nostro reportage sul sesso a pagamento a Torino e provincia, il numero di donne nigeriane costrette a guadagnarsi da vivere in questo modo è molto alto. Su 398 donne intervistate, ben 310 ha dichiarato di essere sfruttate, al soldo di una “Maman” (sfruttatrice) o di un Bros (sfruttatore); una percentuale di poco inferiore all’80%, composta da una vasta eterogeneità di casi e motivazioni, dalle 18enni ingannate da coloro che le hanno portate in Italia a figlie vendute ai trafficanti di esseri umani dagli stessi padri o parenti. A Candiolo, Trofarello, ma anche nel centro di Torino si guadagna dal 50 all’80% in meno rispetto a qualche anno fa, ma se i clienti hanno sicuramente meno soldi da spendere a causa della crisi, a rimetterci sono queste giovani che vedono così allungarsi il periodo dello sfruttamento. La media è di 3 anni, ma la tendenza attuale dimostra che il calo degli introiti costringe le lucciole a sottostare al volere dei “papponi” per più tempo, dai 4-5 anni fino agli 8.

Ne risente, ovviamente, la salute e, nel medio periodo, si riducono le possibilità di inserimento nella società civile italiana. I volontari dell’associazione cercano di spiegare a queste ragazze tutte le diverse possibilità di fuga  dai loro aguzzini messe a disposizione dalla legge, dalla regolarizzazione degli immigrati per via ordinaria alla denuncia (ex art. 18) dello sfruttatore e conseguente ottenimento del permesso di soggiorno, dopo i controlli delle autorità.

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È sceso nell’ultimo anno il numero di nigeriane in uscita dalla tratta, mentre risulta in crescita l’età media, che si attesta ora tra i 25 ed i 26 anni. Poche le minorenni in strada, ma questa popolazione nascosta ed eterogenea annovera tra le sue fila sia casi di analfabetismo, fattore decisivo nell’impedire loro l’ingresso nel vero mondo del lavoro, sia situazioni diametralmente opposte, in cui una studentessa universitaria nel proprio paese, qui vende se stessa per poter sopravvivere.

Le donne che sono riuscite ad affrancarsi e a tornare in Africa sono state almeno una decina nel 2012, mentre gli Amici di Lazzaro hanno notato l’incremento di nigeriane disperate che hanno deciso di tornare sui marciapiedi a causa della crisi economica e della difficoltà a trovare un lavoro.

Marco Parella

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