Home Cronaca di Torino Quirico, l’ansia è finita ritorno a Torino

Quirico, l’ansia è finita ritorno a Torino

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Nottata di festa a Torino e, in particolare, nella redazione del quotidiano La Stampa. Poco dopo mezzanotte è atterrato a Ciampino l’aereo che ha riportato a casa il giornalista Domenico Quirico, dopo oltre cinque mesi di prigionia in Siria.

Ad accoglierlo la conterranea (nativa di Bra) Emma Bonino, ministro degli esteri che nel corso dei mesi ha seguito personalmente la trattativa e che – va detto – da tempo richiamava alla calma e al cauto ottimismo per le sorti del cronista.

Quirico è parso in buone condizioni ma molto provato: “Ho vissuto per cinque mesi come fossi Marte. Non mi hanno trattato bene ed ho avuto paura”, le sue prime parole ai colleghi. Quanto ai motivi del rapimento si è limitato a un sibillino: “La rivoluzione mi ha tradito”.

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Rapito cinque mesi fa, secondo quanto ha spiegato proprio dai ribelli siriani, Quirico aveva fatto perdere tracce di sè per un tempo infinito, da aprile a giugno, quando telefonò alla moglie per segnalare di essere vivo.

Una ventata di ottimismo, cui non seguì più nessun atto concreto per settimane. Almeno ufficialmente: il ministro Bonino più volte aveva fatto capire che i lavori stessero continuando in un silenzio che doveva essere mantenuto tale.

La preoccupazione però continuava a crescere, anche alla luce del possibile attacco che potrebbe essere sferrato alla Siria dagli Stati Uniti. “Una magnifica notizia”, ha commentato il direttore de “La Stampa”, Mario Calabresi, confermando di essere stato informato direttamente dal presidente del Consiglio,Enrico Letta (le sue parole: “La speranza non era mai venuta meno”) e dal ministro degli Esteri.

Insieme a Quirico è stato liberato anche il cittadino belga Pier Piccinin, anch’egli trasportato a Roma a bordo dell’aereo di Stato italiano, prima di essere trasferito in Belgio.

Andrea Besenzoni

(Dichiarazioni e foto: RaiNews24)

 

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