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Primo giorno di scuola, consigli per l’uso

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INAUGURAZIONE ANNO SCOLASTICO 2012/2013

Ricordate il vostro primo giorno di scuola?

L’anno scolastico inizia tra meno di ventiquattro ore per gli studenti torinesi; migliaia di bambini e ragazzi torneranno ad affrontare libri, quaderni ed insegnanti, qualcuno per la prima volta o in una nuova scuola. L’importante è non farsi prendere dall’ansia. O no?

Igenitori alle prese con il ritorno tra i banchi devono tenere presente che l’ingresso a scuola, soprattutto al momento del passaggio dalla scuola materna alla primaria, è un momento decisivo per i bambini: il piccolo che affronta la scuola per la prima volta deve aumentare la sua autonomia e individuaità, si stacca effettvamente da mamma e papà e in pochi giorni avrà una nuova serie di compiti e responsabilità.

inizio scuola torino

Gli stessi psicologi, però riconoscono che spesso nella nostra cultura si è restii ad accettare che i bambini possano essere responsabilizzati; invece, la vita scolastica può diventare proprio il primo passo verso la creazione del senso di responsabilità nel bambino. Da un lato, gli insegnanti dovranno limitare i compiti a casa, almeno nei primi giorni.

Solitamente, in effeti, i bambini appena approdati in prima non ne hanno affatto. Quando però le pagine segnate sul diario cominceranno a moltiplicarsi, mamma e papà devono resistere alla tentazione di fare i compiti al figlio, ma farli con lui, creando un momento dedicato allo studio che possa essere il più possibile piacevole.

Altro aspetto che i genitori non devono assolutamente dimenticare, è che i figli sentono la loro agitazione: se sono loro ad aver paura del distacco, i bambini lo percepiranno e saranno agitati di conseguenza.

inizio scuola torino

Per questo, condivisione e soprattutto entusiasmo: bisogna parlare con i bambini della nuova esperienza che stanno per affrontare, ma sempre in tono positivo; far capire loro che si sentiranno non solo gratificati, ma anche un po’ più grandi, e che questa novità non li deve spaventare. E soprattutto, che è un momento molto importante, ma che non dovranno in nessun caso affrontarlo da soli. Stare al fianco dei bambini, però, non vuol dire sostituirsi a loro, ma rendere graduale il distacco: accompagnare il piccolo in classe, e nel primo apporccio con l’insegnante i compagni.

Niente frasi rassicuranti (in fondo, non c’è nulla di cui aver paura), ma gesti di affetto e vicinanza.

Giulia Ongaro

 

     

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