Home Cronaca di Torino Al via i test d’ingresso nelle Università torinesi

Al via i test d’ingresso nelle Università torinesi

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Vuoi diventare il nuovo Keynes? Prima è meglio che ti dia una ripassata alla storia.

Questo sembra essere il messaggio che arriva dal primo dei test d’ingresso alle università, che ieri ha tenuto occupati gli aspiranti studenti di Economia e commercio. Caporetto, età Vittoriana, Guerre d’Indipendenza, Margaret Tatcher. Un paio d’ore per il test, che conteneva domande di logica, di cultura generale, e quindi anche di storia, e alcuni quesiti in inglese.

Come sempre accade i temi suscitano polemiche, fuori dalle aule di corso Unione Sovietica: ha senso porre domande del genere a chi studierà tutt’altro argomento? E la risposta di chi invece accetta i quesiti è: un economista deve pur conoscere altri temi oltre all’economia.

Si aggiunga che, gli ultimi anni ce lo insegnano, l’andamento economico è sempre più legato a quello della politica, della storia e della vita sociale delle persone.

A proposito di test, non sono i ragazzi di Economia e Commercio gli unici alle prese con lo sbarramento: il calendario è molto fitto, e vede impegnati i pre-iscritti di Veterinaria, Chimica e Scienze del restauro (oggi), mentre domani tocca alle professioni sanitarie, il 5 e il 6 Farmacia e Biotecnologie; il 9 tocca a Medicina, il 10 ad Architettura, Chimica e Scienze Biologiche, il 13 Scienze Motorie, il 17 Scienze della Formazione Primaria.

Politecnico di Torino - Muzio 1951

In questi giorni (fino al 5 settembre) si svolgono anche i test d’ingresso al Politecnico, che nelle scorse settimane ha fatto segnare un vero e proprio boom d’iscrizioni:  8.600 ragazzi in tutto, di cui 6.850 per i corsi di ingegneria, in aumento del 13% rispetto all’inizio dello scorso anno accademico. Da dove arrivano gli aspiranti ingegneri? Il 36% da Puglia, Sicilia, Sardegna, Liguria e Calabria, il 17% è straniero e proviene da 97 diversi Paesi, tra i quali primeggia la Cina.

Sarà un Poli più rosa del solito: le ragazze pre iscritte sono il 30%. I corsi preferiti:  ingegneria meccanica, informatica e biomedica, e poi, in crescita, aerospaziale, fisica  e dell’autoveicolo.

Anche per loro però non è scontato l’accesso al Poli, che ha una capienza di 5000 futuri ingegneri.

A.M.

 

 

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