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Asaf Avidan, in scena stasera fra le proteste

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Uno degli ultimi appuntamenti dell’Estate va in scena questa sera alle Gru. Alle 22 si esibisce la star israeliana Asaf Avidan, uno degli artisti più presenti nell’air play estivo.

E come sempre accade quando c’è di mezzo Israele, fioccano le polemiche. E non solo quelle, purtroppo. La cosiddetta area antagonista non ha mancato di fare sentire la sua voce:  «Boycott Israel, boycott Asaf Avidan». E poi un lungo comunicato, apparso sul web nei giorni scorsi. «Da anni è in atto una campagna internazionale di boicottaggio, disinvestimenti e sanzioni nei confronti dello Stato di Israele, con l’obiettivo di porre termine a un’oppressione del popolo palestinese che dura ormai da troppi decenni», si legge.

Ma le parole di chi protesta si rivolgono anche direttamente ad Avidan: «Dopo aver vissuto a Gerusalemme, che definisce “malinconica, dove i tumulti sono all’ordine del giorno“, forse a causa, pensiamo, dell’occupazione e degli espropri illegali ai danni dei cittadini palestinesi, si è trasferito a Tel Aviv, città “dinamica, con un’effervescente vita giovanile”, dove è più facile praticare lo sport nazionale israeliano: voltar la testa da un’altra parte di fronte ai soprusi e coltivare la propria “visione interiore”».

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La tensione c’è, confermata anche dalle scritte che hanno “deturpato”, se così si può dire, i manifesti del concerto. Gli organizzatori del concerto hanno ricevuto forti richieste addirittura di annullamento, dopodichè hanno chiesto aiuto alle forze dell’ordine, nel timore che proteste e presidi si possano magari trasferire a Grugliasco, questa sera.

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Foto da La Stampa

Probabilmente così sarà, ma altrettanto probabilmente (si spera) la serata sarà pacifica. Viene da chiedersi però se sia possibile che ogni santa volta dalle parti di Torino appare in qualche modo Israele o qualcosa-qualcuno che da Israele provenga scatti immancabile la protesta, basti pensare a quelle diffusesi un paio d’anni fa, quando lo stato israeliano fu ospite al Salone del Libro.

Senza entrare nel merito delle questioni mediorientali, e tantomeno senza parlare schiettamente di antisemitismo, una qualsiasi forma espressiva va lasciata libera di diffondersi, qualora non offenda pudore o sentimenti.

 

Talmente scontato che non succede quasi mai.

 

La Redazione di Mole24



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