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Un “Po”… di spazzatura

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E’ una questione sempre attuale. Non c’è differenziata che tenga. Il Grande Fiume è soggetto ad accumuli di sporcizia e spazzatura, quasi sempre causate dall’incuria dei cittadini.

Il problema

Quest’estate il ponte della Gran Madre è senza dubbio mozzafiato, mozzafiato nel vero senso della parola visti i miasmi provenienti dalla secca del Po. L’accumulo di rifiuti creatosi nel tratto sotto la passerella Turin Marathon e lungo le gradinate dei murazzi, vanta: bottiglie di plastica, gomme d’auto, cartelli divelti, pezzi di cemento e pezzi di ceramica oltre a enormi tronchi d’albero, terra e pietre che ostruiscono il normale corso del Po.

Di conseguenza, la poltiglia verdastra e maleodorante che si può ben vedere dai battelli Valentino e Valentina, senza dubbio uno spettacolo gratificante per i turisti, ha dato vita ad una invasione di alghe e parassiti che tormentano non solo i viaggiatori ma anche gli abitanti che vivono vicino le sponde del fiume.

L'evento - il Big Jump nel Po
L’evento – il Big Jump nel Po

La burocrazia

Il primo pensiero del cittadini è stata la mancata disinfestazione, ma a questo proposito il comune si difende. Come ogni anno, a detta dell’assessore Lavolta, la disinfestazione è stata eseguita alla perfezione ed in più aggiunge che il problema, già capitato nel 2003, è climatico ovvero causa dell’afa africana che a pelo d’acqua da vita ad un’autentica giungla.

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A quanto pare tutto il possibile per eliminare le alghe, fenomeno del tutto naturale e quindi non estinguibile al 100%, è stato fatto, ovvero, una potata e via. Anche perchè il compito di tenere sotto controllo la flora fluviale sta nelle mani dell’Autorità di Bacino, che contattare si può definire un’impresa.

Il problema è quindi risaputo, e dal Servizio Ponti, Vie d’acqua e Infrastrutture del Comune di Torino, viene segnalato che la mancanza di fondi è il problema principale, che si sta cercando di aggirare tramite un intervento dei Vigili del Fuoco patrocinato con la provincia di Torino che non costerebbe nulla al Comune e avrebbe per la Provincia costi contenuti.

L’evento

La situazione è stata anche evidenziata durante il Big Jump 2013, evento europeo di tuffi, con l’intenzione di focalizzare l’attenzione sui corsi d’acqua, i quali non dovrebbero essere un problema, bensì una ricchezza del territorio. Perdere ampi spazi crea un disagio non solo ambientale, ma anche di impoverimento sociale ed economico con una conseguente perdita di attività importanti per i loro valori culturali, ricreativi ed educativi.

Damiano Grilli



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