Home Cronaca di Torino L’incredibile errore di Stazione Dora

L’incredibile errore di Stazione Dora

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Un treno che non riesce a trovare i suoi binari, perché a un certo punto, il suo percorso ferrato prosegue 14 metri più in basso: un salto equivalente a una casa di cinque piani.

Protagonista di questo incredibile dislivello è la Stazione Dora di Torino, che dopo anni di lavori per il rifacimento del passante ferroviario,  potrebbe andare incontro a una soluzione  ancora più dispendiosa: per riparare all’errore è necessario, infatti, spendere altri 160 milioni di euro costruendo una galleria e una stazione nuove di zecca. E buttare al vento un’altra quarantina di milioni oltre a quelli spesi nel 1990 per realizzare la linea attuale. Questo succede nella città che, da mercoledì scorso,  è diventata la sede dell’Authority dei Trasporti.

In un tempo non lontano era possibile arrivare da Caselle a Torino centro in treno. L’impresa era riuscita ai tifosi di Italia 90 e anche al popolo delle Olimpiadi invernali del 2006. La ferrovia per l’aeroporto era stata ammodernata in vista dei Mondiali di calcio con una spesa equivalente ai 100 milioni di euro di oggi. Dall’aeroporto si arrivava alla stazione Dora e da questa i binari si inserivano sulla linea proveniente da Milano proseguendo per Porta Susa.
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Poi è successo l’imprevedibile. L’abbassamento dei binari della ferrovia per Milano, realizzato nel 2007,  era nato per eliminare la massicciata che divideva in due la città, costringendo gli abitanti a vivere contro un muro. Nessuno aveva però pensato alle conseguenze: se si abbassa una ferrovia, bisognerebbe far scendere anche quelle collegate. Invece la ferrovia per Caselle è rimasta al livello precedente, mentre quella per Milano è stata abbassata di 14 metri. Alla stazione Dora i treni che arrivano dall’aeroporto devono fermarsi e guardare dall’alto in basso tutto il traffico che viaggia verso il cuore della città nella nuova sede abbassata del passante ferroviario.

La discussione per colmare il gap ferroviario è stata accesa e pittoresca. La proposta più fantasiosa (e improbabile) è stata quella di una galleria elicoidale che scendesse a chiocciola verso il basso per raggiungere finalmente i binari della linea per Milano. Scartata. Più logiche altre idee: quella di costruire una galleria a fianco della linea per Milano che scendesse gradualmente fino a Porta Susa. O quella di far proseguire il treno da Caselle verso il centro città senza immettersi nell’altra ferrovia. L’idea più rivoluzionaria era stata quella dell’ascensore: si sarebbe potuta costruire la stazione Dora su due diversi piani collegati da ascensori e scale mobili. Costo previsto: circa due milioni di euro. In questi giorni invece stanno per partire i bandi per la soluzione prescelta: una nuova galleria e una nuova stazione ferroviaria in zona Rebaudengo. Costo: 160 milioni. «La soluzione dell’ascensore – sostengono i tecnici di Infrato, la società di progettazione di infrastrutture di proprietà del Comune – avrebbe impedito la continuità ferroviaria. I passeggeri per Caselle che partivano dal centro avrebbero dovuto cambiare treno». Eppure bastava abbassare l’attuale galleria (che verrà invece abbandonata) e si sarebbe evitato di costruire quella nuova, che avrà una pendenza identica. Una soluzione che il Comune respinge perché «di eccessiva difficoltà tecnica». Così si   dovrà scavare (e spendere). «Ci siamo chiesti se lo si poteva evitare – dice l’attuale assessore alla Viabilità e Trasporti di Torino, Claudio Lubatti – ma ormai il Cipe  (Comitato Interministeriale di Programmazione Economica, n.d.r.) aveva dato parere favorevole al progetto e l’alternativa era quella di perdere i fondi e non fare nulla».

r.mazzone@mole24.it

 

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