Home Cronaca di Torino Il Ramadan è terminato anche a Torino

Il Ramadan è terminato anche a Torino

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Il mese di Ramadan si è concluso ieri in tutto il mondo musulmano. Anche per i torinesi di religione islamica ieri mattina è arrivato il momento della festa di Aid El Fitr, che segna proprio la fine del mese di digiuno. Fin dalle 7.30 si sono ritrovati per allestire l’area per la preghiera, nell’ex area strippaggio del Parco Dora, tra Via Borgaro e Corso Mortara, per iniziare la cerimonia alle 9 del mattino secondo le prescrizioni religiose: davanti gli uomini e i bambni, dietro le donne di tutte le età, tutti rivolti verso la Mecca.

Discordanti i dati sul numero dei partecipanti alla cerimonia, cinquemila secondo La Stampa, mentre La Republica parla di oltre trentamila persone. A guidare la preghiera, durata oltre un’ora, l’imam marocchino Abdel Haq Hinci, docente dell’Università di Meknes, nel nord del Marocco. La maggior parte dei partecipanti alla cerimonia era infatti di origine marocchina oppure egiziana.

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A rappresentare l’amministrazione comunale, l’assessore Gianguido Passoni, che ha ricordato: “Il Ramadan è una festa legata alla solidarietà, valore che in questo momento dovrebbe essere condiviso da tutti i torinesi”. È un momento di grande festa per i musulmani di Torino: giusto un mese fa, in occasione dell’ inizio del Ramadan, era stata anche aperta la nuova moschea cittadina, in Via Genova, zona Lingotto, pronta a raccogliere i fedeli non solo di Torino ma anche della prima cintura Sud (Nichelino e Moncalieri in primis).

Fin dal giorno dell’apertura la moschea è stata oggetto di proteste di alcuni rappresentanti della Lega, ma questo non ha impedito ai fedeli di affollarla per tutte le cerimonie legate al mese del digiuno, considerato una vera e propria festa dedicata all’aiuto reciproco tra i fedeli. La moschea non è la prima allestita dai fedeli islamici in città, ma è la sola ad aver ottenuto l’affiliazione con la Moschea di Roma, luogo di culto riconosciuto dallo Stato italiano.

I musulmani hanno ricevuto l’appoggio non solo dell’ammnistrazione comunale, ma anche della diocesi: all’inaugurazione, in un clima decisamente ecumenico, ha partecipato anche un rappresentante del vescovo Nosiglia.

 

Giulia Ongaro

 

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