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Quercetti: 64 candeline per una storia tutta torinese

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Quercetti: 60 candeline per una storia tutta torinese
Quercetti: 60 candeline per una storia tutta torinese

Quercetti, ora si che si gioca. Ci sono dei giocattoli che non solo divertono, ma che sono anche educativi. Tra questi vi sono poi quelli che restano legati a doppio filo alla memoria comune e che conservano negli anni un posto nel cuore di chi da bambino ha avuto modo di giocarci. I giocattoli Quercetti appartengono a pieno titolo a questa categoria e la loro è una storia tutta torinese.

 

Chi non ha mai giocato con i chiodini Quercetti, probabilmente ha sprecato la sua infanzia, sappiatelo. Chi invece ricorda le ore felici spese a far volare gli aeroplanini o a creare dei piccoli capolavori con Pallino, deve sapere che deve gran parte di questi ricordi felici ad Alessandro Quercetti. Questi, nato a Recanati nel 1920, ma torinese già dall’età di un anno, con un passato da operaio e tecnico, si accorse presto della sua naturale predisposizione nella progettazione di aeromodelli. Dopo una carriera militare come pilota sottufficiale, che lo portò lontano da Torino durante la II^ guerra mondiale, inizio nel 1947 a lavorare presso la Inco Giochi, dove continuò la sua carriera anche dopo il fallimento della fabbrica, lavorando con i macchinari alla produzione di componenti per il suo primo giocattolo: il cavallo “Galoppa”.

Non ci volle molto perché arrivasse il successo per questi ed altri giocattoli, all’epoca sotto il marchio Hoplà di Quercetti stesso. Nel ’53 arriva la consacrazione internazionale con l’invenzione dei Chiodini. Il clima internazionale, quello della ricostruzione e dello sviluppo tecnico e tecnologico, è una forte influenza per Alessandro Quercetti, che capisce dove puntare per creare un giocattolo educativo, divertente e che stimoli la creatività dei più piccoli.Quercetti: 60 candeline per una storia tutta torinese Per la prima volta compare il marchio Quercetti e da qui in poi parte una lunga saga, fatta di successi commerciali, giochi innovativi e di qualità.

La vita dell’azienda prosegue fino al 2010, anno della scomparsa di Alessandro Quercetti.

Nonostante un mercato internazionale ed una storia importante, sono i figli a proseguire l’attività, come nella migliore tradizione delle imprese famigliari, mantenendo il 100% delle quote societarie.

 

Andrea, Alberto e Stefano Quercetti, proseguono oggi il lavoro del padre con l’intenzione di continuare l’attività ancora per molti anni a Torino e riuscire a passare l’azienda alla guida della terza generazione, un traguardo che farebbe sicuramente piacere al fondatore, così come a molti “bambini” delle passate generazioni.

Un traguardo che noi auguriamo a questa azienda, sempre attenta alla qualità dei suoi prodotti e che rappresenta uno dei vanti di Torino.

Michele Albera

 

 

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