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Fiumi in Piemonte: la grande sete.

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E’ un triste leit motiv delle nostre estati. I fiumi, che nelle mezze stagioni spesso si ingrossano a dismisura, arrivando in casi estremi a rompere i loro argini, durante l’estate si prosciugano quasi completamente, abbassando nettamente il loro livello, quando non diventando addirittura un letto di pietra.

Lo scorso anno Legambiente lanciò un grido d’allarme quasi disperato, coinvolgendo nella richiesta d’aiuto urgente i letti di questi fiumi: il Po a valle di Revello (Cn), il Pellice a Garzigliana (To), il Chisone a Macello (To) il Maira  a valle di Racconigi (Cn), il Varaita  a Polonghera (Cn), il Ricchiardo prima di Carmagnola (To) e il Sangone a valle di Trana (To).

PO-secca

La causa, secondo Legambiente Piemonte, è il mancato rispetto del Deflusso Minimo Vitale (Dmv) in quasi tutti i corsi d’acqua del Piemonte ed in particolare in quelli a monte di Torino. “Nonostante sia in vigore dal 2009 l’obbligo di rispetto del Dmv da parte di tutti i consorzi irrigui, degli utenti privati e pubblici e dei produttori di energia elettrica, – osservava un anno fa l’associazione ambientalista in una nota – questo viene sistematicamente eluso e cosi’ ogni estate si ripete il triste spettacolo dei fiumi completamente asciutti a valle delle grandi derivazioni irrigue poste all’ingresso dei fiumi in pianura. I fiumi a monte di Torino, cosi’ come gli altri del Piemonte, a partire da luglio fino a settembre, non riescono ad entrare in pianura: l’acqua viene completamente deviata nei canali irrigui che bagnano le sterminate colture di mais e di altre coltivazioni sempre piu’ idroesigenti”.

Quest’anno la stagione calda è iniziata con netto ritardo rispetto al solito (il mese di giugno non è stato certo secco e caratterizzato da temperature elevate, ma fra luglio e, in particolare questi primi giorni di agosto, le ondate di caldo si stanno susseguendo una dopo l’altra, con conseguente siccità nei campi della Provincia torinese, ma anche con un calo dei livelli dei fiumi, Po in primis.

E i torrenti più piccoli, come è tristemente normale che sia, rischiano di ridursi a un letto di sassi.

 

La Redazione di Mole24

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