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Volontariato: con la crisi diminuiscono le adesioni

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Un panorama articolato, eterogeneo. Ma in diminuzione.

Questo, a un rapido sguardo, il primo risultato della ricerca, presentata alcuni giorni fa in Provincia, dal nome “I numeri delle organizzazioni di volontariato in provincia di Torino”, realizzata dall’Osservatorio sull’economia civile della Camera di commercio di Torino, in collaborazione con la Provincia di Torino e con i Centri di Servizi per il Volontariato Idea Solidale e Vssp, sulla base dei dati 2011.

I numeri

Il primo dato che balza agli occhi è come oltre il 60 per cento delle associazioni possa contare su meno di 20 volontari, mentre solo l’11% annovera una forza “lavoro” di oltre 60 persone. Un dato spiegabile in vari modi, per esempio con la crisi sistemica, che costringe le persone a cercare occupazioni redditizie e riduce il tempo per attività gratuite. E con l’innalzamento dell’età pensionabile: molti “over”, che negli anni passati erano impegnati in attività di volontariato, ora sono ancora in ufficio. E un caso emblematico è il World Master Games, l’Olimpiade degli Over 35, che Torino ospita a partire dalla prossima settimana: i volontari che hanno aderito sono meno della metà di quelli richiesti, dimostrando come i “bei tempi” di Torino 2006 siano lontani

E la questione, per capirci, è particolarmente significativa, dal momento che proprio in anni di crisi aumenta contemporaneamente anche il bisogno, da parte di diverse categorie sociali, di un aiuto gratuito da parte di associazioni e volontari.

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Altri numeri, emersi dallo studio: nel 2011 risultavano iscritte al registro regionale 2.700 OdV, di cui 1.000 (pari al 37%) a Torino e provincia. Di queste ultime, 887 (l’89%) ha compilato correttamente il questionario, che costituisce la fonte di dati su cui è stata condotta l’analisi. Il 37% (323) ha sede a Torino, segue la Valsusa (58), il Pinerolese (53) e l’Eporediese (42). Se i dati vengono messi in relazione al numero di residenti, alcune zone mostrano una maggiore vitalità: Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone (con 84,1 OdV ogni 100 mila abitanti), Val Sangone (80,9 OdV) e Pinerolese (72,3 OdV) si confermano i territori più ricchi di realtà di volontariato, superando ampiamente la media torinese (37 OdV). Il dato è influenzato in particolare dalle OdV della protezione civile che sono presenti in tutti i comuni montani.
Detto delle poche associazioni con più di 60 volontari, da rilevare come la dimensione delle associazioni è in gran parte di 11/20 volontari, range nel quale si concentra il 31,6% del totale delle organizzazioni.
Sono poco meno di 234mila le persone impegnate a vario titolo nelle organizzazioni di volontariato: 225.500 sono i soci, più della metà dei quali impegnati anche come volontari. Sono 7mila i volontari non soci (per lo più professionisti quali medici, dentisti, psicologi) e 1.300 le persone retribuite (dipendenti, collaboratori, professionisti).
Analizzando l’ambito di attività delle organizzazioni di volontariato emerge che il 36% opera nell’assistenza sociale, il 28% nella sanità, il 18% nella protezione civile, il 7% nell’impegno civile, il 4% nella cultura, il 4% nella tutela del patrimonio storico, il 2% nell’ambiente e 1% nell’educazione motoria. Vista la prevalenza di OdV del settore socio sanitario e assistenziale, i servizi più offerti sono riconducibili prevalentemente ad attività quali l’accompagnamento e l’inserimento sociale, l’assistenza domiciliare e ospedaliera di anziani e malati, la sensibilizzazione dei diritti o la protezione del disagio.

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Oltre un milione e mezzo di interventi

Un dato assolutamente importante è inoltre quello relativo agli interventi operati dalle associazioni: oltre un milione e mezzo, erogati principalmente ad adulti con un’età compresa fra i 36 e i 60 anni (38%), a ultra sessantenni (26%) e a adulti compresi fra i 30 e i 35 anni (22% degli interventi).

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Un aspetto interessante della ricerca è la sua metodologia:  “L’informatizzazione del sistema da cui scaturisce quest’indagine, una metodologia forse unica in Italia, è stata resa possibile solo grazie alla collaborazione delle associazioni: a loro va il mio ringraziamento” – ha dichiarato Mariagiuseppina Puglisi, assessore alle politiche sociali della Provincia di Torino – “Ne emerge un quadro davvero interessante: se è vero che in termini assoluti le Organizzazioni di Volontariato sono più numerose a Torino, com’è ovvio visto che è il capoluogo, in termini relativi il resto del territorio risponde in modo più vivace, segno che il volontariato è un importante strumento di coesione sociale”.

“Torino è una realtà assolutamente attiva, i numeri lo confermano, specie se rapportati al panorama nazionale – spiega Luciano Dematteis, presidente di Idea Solidale – Devo dire che non so se questo dato sia rallegrante: significa che la popolazione continua ad avere bisogno del volontariato

Dobbiamo riflettere sul ruolo e sull’importanza fondamentale che ha il terzo settore e il nostro lavoro – la eco di Silvio Magliano, presidente Centro Servizi Vssp – Perchè proprio dal welfare e dal volontariato può ripartire la società: i dati così importanti lo confermano“.

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In periodi di recessione la tentazione è di delegare quasi totalmente le attività di welfare alle organizzazioni di volontariato, ma questo le snaturerebbe. Occorre invece un loro maggior coinvolgimento nelle fasi di progettazione strategica a fianco dell’ente pubblico”, conclude Aldo Romagnolli, Presidente dell’Osservatorio sull’economia civile della Camera di commercio di Torino.

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Il progetto di ricerca continuerà con il coinvolgimento delle associazioni nella riflessione sulla fotografia del volontariato che emerge dalla rilevazione. Un modo per aumentare la sensibilità delle OdV nei confronti della compilazione del modulo informatizzato, contribuendo a migliorare la qualità dei dati raccolti.

La Redazione di Mole 24

 

 

 



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