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Alessandro Riberi: pioniere torinese della chirurgia

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alessandro riberi medicina Torino
alessandro riberi medicina Torino

L’Ospedale Militare di Torino, in corso IV Novembre, rimaneggiato per le olimpiadi del 2006, porta il nome di “ Alessandro Riberi ”, un personaggio oggi dimenticato che, ai suoi tempi, è stato tanto importante e con una somma di cariche pubbliche oggi impensabile.

Alessandro Riberi nasce a Stroppo, in Val Maira, in provincia di Cuneo, il 10 aprile 1794, da una modesta famiglia.

È molto studioso, nel 1810 si iscrive alla facoltà di Medicina a Torino e, nel 1813, ottiene per meriti una borsa di studio.

Sono i tempi della dominazione francese in Piemonte.

E la chirurgia comincia a affermarsi mentre in precedenza il chirurgo era subordinato al medico che gli ordinava le operazioni.

Alessandro assorbe le idee innovative dei Francesi in campo medico ma, con la Restaurazione, le due facoltà di Medicina e di Chirurgia sono di nuovo separate.

Così lui si laurea a pieni voti in Chirurgia nel 1815 e, nel 1817, in Medicina a Genova.

Alessandro è convinto che le due facoltà debbano essere unite.

Lo dice all’esame di aggregazione all’Ordine professionale di chirurgia, nel 1816.

La sua affermazione fa scandalo!

Sono tempi oscuri, le sue idee innovative, anche in politica, sembrano preparargli gravi dispiaceri.

Alessandro Riberi: pioniere torinese della chirurgia
Alessandro Riberi: pioniere torinese della chirurgia

 

La sua situazione cambia però radicalmente: Alessandro è presente quando il figlio del ministro Rogé-de-Chollet cade da cavallo in piazza San Carlo.

Lo raccoglie esanime, lo trasporta a casa sua e lo cura con successo.

Così, malgrado vivissime opposizioni, Alessandro ottiene le cariche di Professore di chirurgia e di Chirurgo delle Guardie del Corpo di S. M.

Inizia così la sua carriera che lo vedrà raggiungere i massimi livelli sia nell’Università che nella Sanità militare.

Nel 1843 presiede il Consiglio superiore di Sanità, è membro dell’Accademia delle Scienze, presidente dell’Accademia di Medicina, Capo del Servizio Sanitario della Real Casa, questi solo alcuni dei suoi incarichi.

Nel 1844 promuove la fusione delle facoltà di Medicina e Chirurgia.

Alessandro Riberi: pioniere torinese della chirurgia

 

Fonda il Corpo Sanitario Militare Italiano. Introduce in Italia l’anestesia con etere.

È un abile chirurgo. Ha qualche limite come clinico: cura i suoi pazienti con ripetuti salassi, per qualsiasi malattia.

Alessandro è un asceta: destina il suo stipendio dell’Ospedale di San Giovanni a interventi strutturali a beneficio dei degenti, non si sposa, dorme poco, evita pranzi di gala e feste. Si dice “pranzo alla Riberi” per indicare un pasto frugale.

Nella bella stagione, a fine giornata, Alessandro fa brevi passeggiate al Valentino o sotto i portici di via Po: è alto 192 cm e i Torinesi lo riconoscono da lontano.

Dopo una vita vissuta con dedizione assoluta al lavoro, in un periodo denso di avvenimenti, il 18 novembre 1861, in punto di morte, Alessandro dice queste belle parole: “L’uomo deve saper vivere e saper morire, rincresce l’abbandono della vita a chi la visse senza proposito, non a chi ha coscienza di averla utilmente spesa”.

a cura di Milo Julini

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