Home Teatro Quel “Borghese che vuol farsi gentiluomo” a Palazzo Chiablese

Quel “Borghese che vuol farsi gentiluomo” a Palazzo Chiablese

1
SHARE
Quel “Borghese che vuol farsi gentiluomo” a Palazzo Chiablese
Quel “Borghese che vuol farsi gentiluomo” a Palazzo Chiablese

Nell’ambito del 3° Festival di Piazza San Giovanni venerdì 19 luglio è andato in scena presso il cortile di Palazzo Chiablese, a Torino, “Il borghese gentiluomo”, di Molière, allestimento proposto dalla Compagnia Torino Spettacoli, in collaborazione con i corsi professionali “Jazz musical” e “Attore & Attrice” della Fondazione Teatro Nuovo.

Si tratta di una comédie-ballet – genere in voga all’epoca di Luigi XIV, di fatto, in questo testo diviene il bersaglio, insieme alla sua corte, delle critiche del re. La recitazione si accompagna all’inserimento di brani cantati e recitati funzionali alla narrazione e allo sviluppo dell’azione scenica. Dunque, un ideale prodotto precursore dell’operetta e del musical. Le musiche, gradevoli e appropriate all’ambientazione, sono di Bruno Coli. Le coreografie, semplici per quanto funzionali anche allo spazio scenico, sono curate da Gianni Mancini.

Jourdain è un borghesotto arricchito – e piuttosto ignorante – che aspira ad un titolo nobiliare, convinto che, per raggiungere il suo obiettivo, sia necessario elevare la propria cultura e modificare le proprie maniere. A questo scopo si circonda di uno stuolo di “consulenti” che “lavorano al servizio del borghese / che vuol farsi gentiluomo / e perciò non bada a spese”.

Sua moglie e la cameriera Nicoletta mal sopportano le stranezze di Monsieur Jourdain e cercano di metterlo in guardia circa lo sperperare le proprie sostanze in futilità, soprattutto dando retta agli inutili consigli (e continue richieste) di Dorante, un conte furbo e ruffiano.

Quel “Borghese che vuol farsi gentiluomo” a Palazzo Chiablese
Quel “Borghese che vuol farsi gentiluomo” a Palazzo Chiablese

Oltretutto, Jourdain vive una situazione scomoda: non vuole assolutamente che la figlia Lucilla sposi Cleonte, proprio perché egli non è di nobili origini e, dunque, sarebbe di intralcio alle aspirazioni del “borghese gentiluomo”.

Per dare una lezione a Jourdain, Coviello, scaltro servo di Cleonte, (non conosco il nome dell’interprete, ma è stato sicuramente uno dei migliori in scena, n.d.r.) mette a punto uno stratagemma, allo scopo di ridicolizzare il borghese, il quale, al termine di una finta e ridicola cerimonia turca, rivedrà i suoi drastici atteggiamenti e le sue decisioni, acconsentendo all’unione dei due giovani innamorati. Ma non sarà l’unico matrimonio, in quanto a sposarsi saranno anche Dorante e la Marchesa della quale Jourdain si era stupidamente invaghito, e Coviello con Nicoletta.

Un ottimo banco di prova, dunque, per i migliori allievi selezionati quest’anno dai corsi professionali della Fondazione Teatro Nuovo. I giovani artisti in erba si trovano impegnati nei differenti ruoli come attori, cantanti e ballerini.

Il giovane regista Stefano Fiorillo, formatosi al Liceo Teatro Nuovo, si dimostra all’altezza di uno dei grandi classici del commediografo francese, dirigendo un allestimento tutto sommato dinamico, che ben si adatta alle capacità ancora in fieri dei giovani interpreti.

Lo spettacolo, dopo il debutto estivo, tornerà in scena al Teatro Erba dal 5 al 9 dicembre 2013.

 R. M.

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here