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Vino: come si legge un’etichetta

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Vino come si legge un'etichetta

Molto spesso la scelta di un vino di qualità può diventare un’operazione complicata, viste le varie denominazioni e diciture apposte sulle etichette delle bottiglie.

L’etichetta viene definita come la “carta d’identità” di un vino e deve essere in grado di fornire al consumatore tutte le informazioni necessarie per capire cosa sta acquistando.

Al di là della sua funzione informativa, le etichette rivestono anche una finalità attrattiva per il consumatore e permettono ai produttori di esprimere un proprio stile o dei tratti identificativi dell’azienda. Proprio per questi motivi, data la grande concorrenza nel settore, con il tempo sono diventate vere e proprie espressioni artistiche che hanno visto cimentarsi nella loro elaborazione anche grandi architetti e pittori.

Per quanto riguarda il Piemonte è singolare la storia dell’azienda vitivinicola della famiglia Vietti, che a partire dal 1974 commissiona a degli artisti il disegno delle proprie etichette.

come si legge etichetta vino
Ma adesso addentriamoci un po’ nella loro lunga storia.

Questo segno distintivo di riconoscimento veniva già utilizzato dai fenici e dai romani, che apponevano sulle anfore dei sigilli sui quali veniva marchiato il tipo di vino.

Con il Medioevo iniziarono ad essere utilizzate delle placche di madreperla, osso, avorio e metallo con inciso il nome del vino e appese con catenelle ai contenitori di terracotta. Nel corso dei secoli queste placche arrivarono ad includere maggiori informazioni, come ad esempio l’annata di produzione.

Ma le prime vere etichette di carta furono introdotte a metà del XVIII secolo dai produttori di champagne, redatte dagli stessi produttori a mano.

Grazie alla maggiore diffusione della stampa, avvenuta nei secoli successivi, le etichette si diffusero sempre di più fino ad assumere il loro aspetto attuale.

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Quando acquistiamo un vino, come già detto prima, sull’etichetta di una bottiglia troviamo una serie di nomenclature che possono aiutarci a decifrare meglio la tipologia di vino.

Esistono una serie di dati che devono essere indicati e fra questi ritroviamo: la denominazione, il titolo alcolometrico volumico effettivo, cioè la percentuale di alcool contenuta nella bevanda; la quantità contenuta nella bottiglia espressa in millilitri, centilitri o litri; il numero di lotto che permette di identificare il vino e le origini; il nome del produttore e la sua ragione sociale. Inoltre possiamo ritrovare altre informazioni utili, non obbligatorie per legge, che sono: l’annata, la temperatura ideale di servizio, gli abbinamenti gastronomici consigliati, ecc….

di Clara Lanza

 

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