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Sifilide a Torino: i luoghi della sua diffusione nella storia

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La sifilide a Torino
La sifilide a Torino

A Torino, con la restaurazione di Casa Savoia nel 1814, la sorveglianza sulle prostitute ritorna sotto la competenza della Polizia municipale del Vicariato.

L’approccio a questo rilevante problema oscilla tra gli esemplari castighi e i progetti di riunione delle donne in siti considerati non scandalosi e idonei ai controlli di Polizia. Soprattutto per il dilagare della sifilide.

In Torino, il carcere delle Torri Palatine è usato anche per la reclusione delle prostitute.

Un fatiscente Ospedale per la cura delle malattie veneree (tra cu la sifilide) si trova al Martinetto, in fondo a via San Donato.

Si trova poi un carcere correzionale per donne di mal affare alla Generala (attuale carcere minorile Ferrante Aporti), sulla strada per Stupinigi (oggi corso Unione Sovietica).

Nel 1836, per volere del re Carlo Alberto, si progetta un istituto-modello, il “Correzionale delle Prostitute e Ospizio Celtico”, che sarà collocato al di fuori di Porta Nuova, all’incirca nell’area oggi occupata dal Liceo classico Vittorio Alfieri. Sarà usato un fabbricato detto “Ergastolo” (dal greco, lavoro), costruito nel 1776 dalla Compagnia di San Paolo per gli esercizi missionari, acquistato dal governo nel 1785 e usato come prigione per giovani vagabondi.

Sifilide: i luoghi della sua diffusione nella storia di Torino
Sifilide: i luoghi della sua diffusione nella storia di Torino

 

Nel 1836, mentre l’Ergastolo viene sistemato per le prostitute, i giovani sono spostati a Saluzzo e poi trasferiti alla Generala, adattata a carcere minorile.

Il “Correzionale delle Prostitute” diventa il principale ospedale femminile per le malattie veneree, diretto dal dottor Sperino.

Il primo ospedale torinese per la cura della sifilide nasce nel 1733 ad opera del banchiere filantropo Lodovico Boggetto: l’Opera Boggetto occupa alcune stanze dell’Ospizio di Carità in via Po n. 31 (il Palazzo degli Stemmi). Qui nel 1815 si istituisce la cattedra universitaria di malattie sifilitiche, rimasta attiva fino al 1865.

Dal 1866 al 1936, l’Opera Boggetto occupa i locali attigui alla chiesetta dei frati minori in corso Cairoli 14 bis dove è creato, anche per forte impulso di Casimiro Sperino, un ospedaletto dedicato a San Lazzaro, con 44 letti (54 nel 1868).

Sperino ha lamentato, fin dal 1848, la mancanza di un vero ospedale per la cura dei maschi sifilitici, considerando insufficienti i letti dell’Opera Boggetto. Si è anche rivolto al Governo, con scarsi risultati!

Nel 1936, l’ospedaletto di San Lazzaro si trasferisce in via Cherasco n. 23, nel complesso delle Molinette. Ospedaletto e chiesetta sono demoliti negli anni ’50 del Novecento per costruire il palazzo Riv Skf ora Assicurazioni Toro.

Il Regolamento Rattazzi sulla Prostituzione del 1857 impone a Torino schedatura e visita medica settimanale obbligatoria.

Per questo stabilisce in Torino un Ufficio Sanitario, alle dipendenze della Questura, situato in via Mascara n. 9 (via Conte Verde, nel tratto compreso tra via Tasso e via della Basilica).

L’area è stata modificata radicalmente con il taglio della via diagonale IV Marzo.

 

Milo Julini

 

 

 

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