Home Urbanistica Le vie pedonali, ovvero il coraggio del divieto di transito

Le vie pedonali, ovvero il coraggio del divieto di transito

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Torino, città dell’auto e della vie pedonali.

Sembrerà inconsueto questo accostamento ma ormai è una realtà. L’urbanistica e l’assetto delle vie, soprattutto nel centro storico, negli ultimi anni è cambiato notevolmente. In primis ci fu via Garibaldi, oggi la via pedonale più lunga d’Europa – a noi che piacciono i primati-  che a immaginarla 30 anni fa e più, neanche si riesce più. Acqua sotto i ponti del Po ne è passata tanta, cosi come tante sono le vie e piazze che da aperte al traffico di auto e tram sono diventate a uso esclusivo di passeggiatori e ciclisti.


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Piazza San Carlo, via Lagrange e via Carlo Alberto: le più recenti e famose oltre che apprezzate. Vie e luoghi cittadini che da passaggio motorizzato, sono diventati scenari di shopping, aperitivi e incontri. Per non parlare di Piazza Vittorio che grazie al parcheggio sotterraneo, ha cambiato aspetto oltre che aprirsi di un respiro completamente diverso. L’aspetto positivo è la presa di consapevolezza da parte dei torinesi di una bellezza della propria città, della nobiltà dei palazzi che fanno da cornice alle vie.; ai monumentali palazzi reali che fanno da scenografia alle piazze- salotti.

Qualche anno fa tra una rotaia del tram di via Lagrange e un auto in piazza San Carlo nessuno si accorgeva dell’immensità del patrimonio architettonico della nostra Torino: ora spesso ci ritroviamo con il naso all’insù a riscoprire capolavori liberty e barocchi, con decorazioni uniche. Un gioiello come piazza San Carlo, progettato da Carlo di Castellamonte e arricchito da Benedetto Alfieri, oggi ha un respiro diverso che  torinesi e turisti hanno rifatto proprio. Una via come Lagrange che ha dismesso le rotaie e che ora, tra una boutique e un dehors, ha svelato la bellezza di palazzi importanti come palazzo Bricherasio o Cavour, dove viveva il famoso conte.

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Vie, piazze e scorci dove nobiltà, storia e costume si intrecciano in un turbinìo di decorazioni, affreschi e giardini segreti nascosti tra il silenzio del “divieto di transito”. Un’apertura coraggiosa e quasi unica in Italia, un andare controcorrente che sta rendendo la città sempre meno dell’auto e molto più pedonale. Forse una frase fatta, un cambiamento che ormai è diventato un luogo comune.

Ma chi dice che i luoghi comuni non sono una verità?

Alzi la mano chi vorrebbe di nuovo piazza San Carlo piena di auto strombazzanti? O via Lagrange con delle orribili rotaie del tram? Chiede coraggio il sindaco Fassino che, come da programma elettorale, vuole ampliare la pedonalizzazione anche alla periferia. le circoscrizioni sembrano avere  poco coraggio – che a parte qualche raro caso, hanno presentato poche proposte. Ma in fondo, quando via Garibaldi è diventata pedonale quasi nessuno avrebbe scommesso su quel successo. E ora nessuno tornerebbe indietro. Il coraggio paga e, in tempi di crisi, è fortunatamente gratis cosi come, ogni tanto alzare lo sguardo, osservare il mondo intorno a noi e scoprire che dove parcheggiavamo l’auto 20 anni fa ora si innalza in tutta la sua imponenza e maestosità un palazzo di Filippo Juvarra.

E questo può succedere solo in Italia.

Ringraziamo.

Giulia Copersito

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