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Prostituzione Torino: 1848 l’anno in cui si legalizzò

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Prostituzione Torino: 1848 l'anno in cui si legalizzò
Prostituzione Torino: 1848 l'anno in cui si legalizzò

Abbiamo visto quale fu l’impegno e gli studi del dottor Casimiro Sperino per la cura della sifilide, ma la sua attività per il controllo della malattia va oltre.

Nell’Ottocento, la sifilide non è soltanto il terrore delle famiglie. È temuta anche dai generali: una prostituta sifilitica è considerata più temibile di una scarica di mitra per mettere fuori combattimento interi plotoni!

“Il grande generale Napoleone ha voluto disciplinare il controllo medico delle prostitute, per limitare i danni della sifilide fra i suoi soldati.”

1848: quando a Torino si legalizzo' la prostituzione
1848: quando a Torino si legalizzo’ la prostituzione

 

Il problema emerge anche nel regno sardo, al tempo della prima guerra d’indipendenza: ci si rende conto che le prostitute, se non controllate da medici, mettono in serio pericolo la salute dei militari che fruiscono delle loro prestazioni e il Ministro dell’Interno, Pier Dionigi Pinelli, elabora nel 1848 un progetto di legge sulla prostituzione che, tra l’altro, incarica la Polizia della sorveglianza delle prostitute.

Fin dal 1847 l’Accademia di Medicina aveva considerato il problema con una commissione di studio, di cui il dottor Casimiro Sperino era relatore, che aveva preparato un rapporto, presentato al governo.

Sperino, nel 1848, auspica già alcuni miglioramenti del progetto Pinelli!

Questo progetto non ha però seguito e, a Torino, una commissione municipale elabora varie proposte che, nel 1857, portano ad un Regolamento sulla Prostituzione, valido solo per Torino, noto come Regolamento Rattazzi.

Questo regolamento stabilisce in Torino un “ufficio sanitario”, dipendente dalla questura, incaricato della sorveglianza della prostituzione.

torino regolamentazione prostituzione

Urbano Rattazzi, Ministro dell’Interno, si occupa anche delle province del regno, con le sue “Istruzioni Ministeriali sulla prostituzione” del 1855: le disposizioni sono in buona parte prese da un regolamento di Bruxelles.

Il 15 febbraio 1860, come previsto dalla nuova legge di pubblica sicurezza, il Ministero dell’Interno emana un nuovo regolamento per la prostituzione, entrato in vigore il 1° aprile, che prende il nome di Regolamento Cavour, esteso a tutto il Regno d’Italia.

Si chiama Regolamento Cavour perché Cavour, nominato Presidente del Consiglio dei Ministri dal gennaio 1860, è Reggente del Ministero dell’Interno.

I due regolamenti riprendono molte disposizioni dal Codice napoleonico del 1802 e si basano sul contributo scientifico del dottor Sperino.

Le case dove si pratica la prostituzione (“case di tolleranza”) sono sottoposte alla sistematica vigilanza dello Stato, tramite la Polizia.

In ogni capoluogo di provincia e del circondario deve essere presente un “ufficio sanitario”. I punti essenziali del Regolamento Cavour sono l’iscrizione (schedatura) delle prostitute, la visita medica periodica, la cura obbligatoria nei sifilocomi fino alla guarigione.

Il Regolamento Cavour rimane in vigore fino al 1888, quando è sostituito dal Regolamento Crispi.

Milo Julini

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