Home Territorio Giocare a Cricket nei parchi torinesi

Giocare a Cricket nei parchi torinesi

35
SHARE

Corner, fuorigioco, gol. Chiunque di noi, se interpellato sul significato di queste parole, saprebbe rispondere con dovizia di particolari (esclusa probabilmente qualche signorina per cui l’off-side rimane ancora oscuro quanto il terzo segreto di Fatima).

Questo perchè siamo in Italia, patria del calcio e di 60 milioni di allenatori, e perchè in Italia il calcio è lo sport nazionale. Ma se noi volessimo parlare dello sport più importante praticato in India o in Bangladesh o in Pakistan, i termini che ne deriverebbero ci lascerebbero sicuramente più dubbiosi: pitch, over, wickets.

In quei lontani Paesi, ma anche nei meno esotici Galles ed Inghilterra, si gioca infatti a cricket, sport dalla storia centenaria (nasce, nella sua forma moderna prima del ‘600 nel sud-est britannico e si espande poi a tutte le nazioni del Commonwealth), con regole particolari, ma fondate su un codice etico molto rigido e, a differenza del calcio, quasi sempre rispettato dai giocatori in campo.

Cricket parchi Torino

Torino non ha una squadra di cricket o meglio non ha più una squadra dalla fine degli anni ’90 quando si arrese per problemi economici il Torino Cricket Club. Da allora la nostra città, pur ospitando la sede della Federazione Cricket Italiana (F.Cr.I.), non ha più coltivato questo sport che invece ha saputo ritagliarsi delle nicchie importanti (attualmente esistono ben tre serie a livello nazionale, A, B e C) in Lombardia, Nord Est e Centro Italia.

Passeggiando per i maggiori parchi cittadini, però, non è infrequente, soprattutto nel weekend o alla sera, imbattersi in gruppetti di ragazzi dalle fattezze poco italiote intenti a giocare con bat, la mazza, pallina e wickets, i tre bastoni di legno che determinano il punteggio. Sono immigrati di prima, seconda o anche terza generazione che provano a rinverdire lo sport e le tradizioni della loro terra natia con i pochi materiali a diposizione a queste longitudini.

DSC00130

 

 

Li abbiamo incontrati alle recenti fasi finali di Balon Mundial, dove, da un paio d’anni a questa parte, l’organizzazione ha ideato Cricket Mundial, una serie di amichevoli-esibizioni tra le tre delegazioni più rappresentative (Bangladesh, India e Pakistan) con l’obiettivo dichiarato di formare una squadra e partecipare ad un campionato federale.

“All’inizio non avevamo nemmeno il materiale. Abbiamo rivestito una pallina da tennis con il nastro adesivo per renderla più dura, ma ci mancavano ancore le mazze. Così, ogni volta che qualcuno di noi tornava a casa, poi ne portava un paio con sé in Italia” ci dice Imam, 25 anni, bengalese. “Qui non giochiamo il vero cricket, perchè non abbiamo un campo regolamentare (il cricket ha bisogno di spazi molto ampi). Ci ritroviamo nei pressi di una vecchia fabbrica abbandonata di c.so Vercelli oppure alla Pellerina, ma la domenica è difficile giocare perchè c’è un sacco di gente che fa pic-nic”.

 

DSC00156

La comunità bengalese non è la sola a doversi adattare agli spazi cittadini e mentre i giovani pakistani si ritrovano sul prato di piazza D’Armi, davanti all’Isozaki, gli indiani preferiscono il parco Ruffini, appena dietro i campi da calcio comunali.

“Speriamo di riuscire a formare una squadra per il prossimo anno, il Comune ci ha promesso di riadattare un ex campo da baseball e la GTT dovrebbe darci una mano per quanto riguarda le eventuali trasferte” si auspica per il futuro Imam.

Nel frattempo, queste tre nazionali di migranti improvvisate continuano a sfidarsi in accesissime amichevoli e, da poco, hanno debuttato in questo circuito cittadino anche i Pashtoon Eleven, squadra di ragazzi Afghani e Pakistani, rifugiati politici e desiderosi anche loro di ritrovare il giusto spirito che anima le partite, pardon gli innings, di questo sport poco conosciuto, ma pieno di valori.

Marco Parella

 

 

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here