Home Ambiente Italiani, popolo di ricicloni!

Italiani, popolo di ricicloni!

4
SHARE

Da anni le associazioni ambientaliste denunciano una perdita ingente di foreste, stimata in 200 milioni di ettari solamente tra il 1980 e il ’95. Parte di questo danno colossale per esempio è stato causato dalla Asia Pulp and Paper, grazie alla quale circa 2 milioni di ettari di foresta tropicale della zona di Sumatra, sono finiti in carta. Per rendere meglio l’idea possiamo paragonare la vastità dell’aria a 4 milioni di campi da calcio. Questa situazione l’ha costretta a cambiare rotta verso una politica sostenibile.

Dalla foresta di Sumatra, gli alberi sono poi diventati carta di tutti i giorni, fogli, riviste e volantini, che finiranno nei bidoni agli angoli delle strade e di seguito nelle discariche. Tutto quel cumulo viene gergalmente chiamato “foresta urbana” dagli addetti del settore.

La carta, per fortuna, è il rifiuto più riciclato in Europa, anche se per colpa della crisi in questi anni, ha visto i cassonetti meno pieni degli anni passati. In questa “gara al riciclo”, gli italiani, sono in testa alla classifica secondo la Comieco.

Quasi il 90% degli imballaggi viene recuperato e portato a nuovo utilizzo e tramite ciò la carta da macero, oramai, è metà della materia prima” utilizzata per la produzione di carta e cartone. Sempre secondo una classifica tutta italiana stilata dalla Comieco, è evidente che il riciclo della carta è un’usanza oramai consolidata nella mente degli italiani. Dei 3 milioni di tonnellate di carta raccolta ogni anno, il Piemonte , si piazza secondo con 74 kg procapite, superato solo dall’Emilia, con 10 kg procapite in più.

Per fortuna da noi in Europa, l’obiettivo del 60% fissato nel 2008, è stato ampiamente superato, arrivando al 78%, facendo divenire la carta, il materiale maggiormente riciclato, ovvero MPS, materia prima secondaria. A Torino chi si occupa del rigenero della carta, è la Italmaceri, dove Giovanni Bomacci e Claudio Carvero, plant e commercial manager, hanno aperto le porte per mostrare i processi produttivi che da “foresta urbana” trasformano la carta da macero in MPS.

810580358

I passaggi genericamente sono 3, il primo è la divisione dei cartoni dai fogli più leggeri. Il secondo, è la selezione a mano dei fogli più minuziosa della precedente, che porta ad avere un materiale più chiaro e netto, anche per un motivo di lavorazione. Un certo tipo di cartone andrà a finire in una cartiera, e un altro tipo di cartone in un’altra, per i probabili differenti tipi di utilizzo. Ultimo passaggio, l’imballaggio, che renderà la MPS disponibile alle varie cartiere, solo dopo lo stoccaggio di due o tre giorni in sede.

Affianco alla MPS pura, c’è anche la mole di fogli derivante da archivi bollette e fascicoli, che può prendere due strade. La prima è in fondo a destra verso il bagno, diventando carta igienica, la seconda è il trituratore, che ricompattandola a dovere la trasformerà in libri o quotidiani, creando un ciclo che può ripetersi anche più volte.

Resta solo una cosa da dire: riciclare conviene!

Damiano Grilli


Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here