Home Arte Demaria: quando l’arte diventa sogno

Demaria: quando l’arte diventa sogno

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Il 6 giugno ha inaugurato alla Gam di Torino la mostra dedicata a Nicola De Maria dal titolo “Nicola De Maria. I fogli che il vento mi sparge sono disegni di vento e di animali”, che resterà aperta sino al 29 settembre.

La mostra è un’antologica del lavoro dell’artista campano (Foglianise, 1954 – vive e lavora a Torino): alle pitture parietali, che fanno parte da sempre del repertorio di De Maria, si alternano circa trecento opere su carta. Che la ricerca artistica del pittore di Foglianise,torinese d’adozione, sia supportata da una vivida immaginazione e da un incredibile interesse per la poesia lo si intende già dal titolo della mostra e se ne ha la certezza quando si nota che ad ogni disegno esposto, anche il più piccolo, il pittore ha dedicato un titolo. Ecco, i titoli delle opere sono, a mio modesto parere, affascinanti quanto le opere stesse e vanno a costituire un coronamento di esse, fornendo loro una collocazione nell’universo fantastico creato dall’artista. Sono titoli degni del miglior visionario, da intendersi, forse, come brevi poesie. Motivi ricorrenti: i fiori soprattutto, ma anche gli astri, gli animali, il cosmo, la “bellezza del creato”, la poesia, la musica, il sogno.

I titoli descrivono ed introducono alla visione che l’artista, nei disegni, fornisce di questi temi: una visione di felicità astratta, colorata, sognante, di chi cerca nella natura e nei sentimenti più intimi una presenza superiore creatrice, eterea. Una bellezza sublime che infonde la propria linfa vitale in ogni singolo elemento della natura, in un fiore, in un pesce, in un fiume, in una città, in un paesaggio.

Come scrive lo stesso De Maria nel 1990 in un testo per il catalogo della mostra presso il Saarland Museum di Saarbrucken in Germania, “I miei disegni che sono bandiere della gioia e della forza. Suonano le campane fugge l’infelicità dal mondo. I miei disegni sono fiori magici, usignoli fatati…”.

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Su tutto la fa da padrone, ovviamente, il colore, vero marchio di fabbrica dell’artista. Un colore che è elemento basilare ed indispensabile nella sua ricerca.

Un corretto allestimento, con “salette” intime nelle quali ammirare cicli di disegni, permette di cogliere a fondo le sfumature e di immergersi nell’universo poetico creato dall’artista.

Nicola De Maria è stato inserito nel 1979 da Achille Bonito Oliva nel gruppo della Transavanguardia, assieme a Mimmo Paladino, Enzo Cucchi, Sandro Chia e Francesco Clemente, pur distinguendosi da questi ultimi per un tipo di ricerca di matrice astratta. Ha esposto alla Biennale di Venezia, a Documenta 7 a Kassel nel 1982, alle Biennali di San Paolo e Sidney ed alla Quadriennale di Roma, oltre che nei più importanti e prestigiosi musei del Mondo.

Una mostra da visitare, per chi ha voglia, almeno per un’oretta, di uscire dalla banalità quotidiana e di tuffarsi a capofitto nel sogno dell’arte.

Emanuele Bussolino

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