Home Enogastronomia Un vigneto storico a Torino. Tutto vero!

Un vigneto storico a Torino. Tutto vero!

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La Villa della Regina la conosciamo tutti.

Chi Ma alzi la mano chi è a conoscenza del fatto che la villa ha un parco in cui è stata studiata la fattibilità  nel 2003 per un reimpianto di un vigneto storico. Si, un vigneto, come quello che attualmente si adagia alla residenza reale con vista sul ‘salotto’ di Torino. I lavori di attuazione del vigneto sono stati eseguiti nel 2006-2007 e in seguito è stato dato in affidamento dalla Direzione Generale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte all’azienda agricola Francesco Balbiano di Andezeno specializzata in produzione di vino “Freisa” in ambito piemontese.

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Una coccarda non da poco, per Torino, perché ci sono solo due città che possono vantare di avere un vigneto all’interno dell’amministrazione comunale. Torino per l’appunto, e Parigi. Scusate il sentore di orgoglio che trapela tra le righe nel darvi una notizia del genere. Ma la consapevolezza delle potenzialità della nostra città aumenta a dismisura quando si viene a conoscere tali realtà.

Il vigneto fa da cornice alla Chiesa della Gran Madre e a Piazza Vittorio; è popolato da piante fruttifere, parte agricola creata all’inizio del 600 dal Principe Maurizio di Savoia. Nel 1642 la proprietà passò alla moglie Ludovica. Anche lo Juvarra diede il suo contributo nel 1714 con la creazione di due terrazze di collegamento tra il Giardino superiore e il Giardino inferiore. La componente agricola a quei tempi, diventò così oggetto di svago e di festa in occasione della vendemmia.

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E nel 2008 ecco arrivare il vigneto cittadino di Villa della Regina della Famiglia Balbiano. Nella produzione sono state introdotte diverse specie di vitigni, in totale 2700 barbatelle per poter produrre un vino commercializzabile come la Freisa. Ne citiamo solo alcuni come la grisa roussa, il cari, il neretto duro, la bonarda e il barbera e tre tipi diversi di freisa. Ecco che ne esce un vino tutto torinese. fruibile e semplice ideale per carni e selvaggina, arrosti e formaggi e piatti della tradizione piemontese.

Un sapore secco avvolgente morbido con profumi di ciliegia e lampone e una tonalità porpora… o sarebbe meglio dire “granata”?

Valeria Saracco

 

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