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“Il collezionista di meraviglie. L’Ermitage di Basilewsky”

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Inaugurata lo scorso 7 giugno e in programma fino al 13 ottobre, la mostra in corso al Palazzo Madama di Torino è un’ottima occasione di avvicinamento al collezionismo vero. “Il collezionista di meraviglie. L’Ermitage di Basilewsky” è una mostra che merita di essere vista in un caldo pomeriggio estivo perché ha il pregio di refrigerare mente e spirito. In occasione dei 150 anni del museo civico cittadino, nato nel 1863 – la prima sede espositiva era in via Gaudenzio Ferrari, nei pressi della Mole – si vuole celebrare la ricorrenza con questa mostra, dedicata a uno dei uno dei più importanti collezionisti russi dell’Ottocento. Tutto questo grazie alla collaborazione con il più importante museo russo: l’Ermitage, scrigno di capolavori assoluti dell’arte mondiale.
Inaugurata lo scorso 7 giugno e in programma fino al 13 ottobre, la mostra in corso al Palazzo Madama di Torino è un’ottima occasione di avvicinamento al collezionismo vero. “Il collezionista di meraviglie. L’Ermitage di Basilewsky” è una mostra che merita di essere vista in un caldo pomeriggio estivo perché ha il pregio di refrigerare mente e spirito. In occasione dei 150 anni del museo civico cittadino, nato nel 1863 – la prima sede espositiva era in via Gaudenzio Ferrari, nei pressi della Mole – si vuole celebrare la ricorrenza con questa mostra, dedicata a uno dei uno dei più importanti collezionisti russi dell’Ottocento. Tutto questo grazie alla collaborazione con il più importante museo russo: l’Ermitage, scrigno di capolavori assoluti dell’arte mondiale.
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Inaugurata lo scorso 7 giugno e in programma fino al 13 ottobre, la mostra in corso al Palazzo Madama di Torino è un’ottima occasione di avvicinamento al collezionismo vero.

“Il collezionista di meraviglie. L’Ermitage di Basilewsky” è una mostra che merita di essere vista in un caldo pomeriggio estivo perché ha il pregio di refrigerare mente e spirito.

In occasione dei 150 anni del museo civico cittadino, nato nel 1863 – la prima sede espositiva era in via Gaudenzio Ferrari, nei pressi della Mole – si vuole celebrare la ricorrenza con questa mostra, dedicata a uno dei uno dei più importanti collezionisti russi dell’Ottocento. Tutto questo grazie alla collaborazione con il più importante museo russo: l’Ermitage, scrigno di capolavori assoluti dell’arte mondiale.

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Molte di queste opere, ora a Palazzo Madama, sono per la prima volta esposte in occidente e questa possibilità è resa possibile grazie a un protocollo d’intesa tra la città di Torino, la Fondazione Torino Musei e il Museo dell’Ermitage stesso siglato nel febbraio 2012 e poi ratificato lo scorso 15 novembre.

Un legame che rafforza il rapporto tra Torino e la città di San Pietroburgo anche sul terreno dell’arte, della ricerca e della valorizzazione del patrimonio museale, caposaldo della cultura occidentale.

La collezione Basilewsky è stata acquistata in toto dallo zar Alessandro III, per la cifra di 5,5 milioni di franchi ,nel 1884 e conservata in blocco nel museo russo dal febbraio 1885.

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Il collezionista, appassionato d’arte e ricalcando il gusto tipico dell’Ottocento per viaggi e oggetti preziosi, aveva raccolto intorno a sé una moltitudine di capolavori che attraversano secoli di storia e di arte – dal IV secolo a metà del Cinquecento, da Bisanzio alla Spagna – ma soprattutto offrono la possibilità di vedere un ampio ventaglio di tecniche e preziosi materiali.

La sua passione per il “bello” deriva dal fortunato incontro con il principe Soltykoff; prima era solo raccoglitore d’arte.

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Tutti noi siamo collezionisti, se ci pensiamo: è un mood innato nell’essere umano.

L’indole a raccogliere, conservare e ricordare fa parte di noi.

Dalle conchiglie al mare ai francobolli, dai biglietti del cinema alle tessere telefonico – decisamente retrò- fino alle cartoline. Ma basti pensare anche solamente tenere e conservare le foto delle vacanze.

Il collezionismo di Basilewsky è un po’ al di fuori della nostra portata, decisamente costoso e molto prezioso e comunque diverso da quello di molti altri uomini ricchi – viaggiatori e curiosi – del periodo.

Ma non è altro che la mostra di un amico lontano che ci fa vedere la sua più grande passione. Fortunatamente il collezionismo di questo tipo ha permesso anche la conservazione di opere che probabilmente andrebbero perdute. Un patrimonio inestimabile che ha permesso l’istituzione di musei ricchi di fascino e magia.

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Infatti se questa mostra consente di vedere questa collezione cosi ricca e importante, in Italia siamo fortunati a essere circondati da musei derivanti da collezioni privati.
Cercare per credere. Collezionare per meravigliare.
Giulia Copersito

 

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